Svizzera, 21 gennaio 2022

Riusciti i referendum su lex Netflix, Frontex e donazione di organi

Saranno tre gli oggetti in votazione su cui i cittadini svizzeri dovranno esprimersi il prossimo 15 maggio. I referendum sulla cosiddetta "Lex Netflix", il rafforzamento di Frontex e la donazione di organi sono infatti riusciti, come comunicano i promotori quando scadeva giovedì il termine ultimo per depositare le firme necessarie.

Gli oppositori della "Lex Netflix" - che prevede una tassa del 4% sulle piattaforme di streaming per sostenere le produzioni svizzere - hanno annunciato di aver superato la soglia delle 70'000 firme. A opporsi a questa legge sono le sezioni giovanili del PLR, dell'UDC e dei Verdi, così come il Partito Pirata. Secondo loro, questa tassa porterà principalmente a un aumento dei prezzi degli abbonamenti di piattaforme come Netflix o Disney+ e contravviene alla libertà economica delle imprese.

Il secondo oggetto sulla scheda elettorale svizzera sarà il rafforzamento del sostegno al mandato dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, nota come Frontex. Il comitato, guidato dall'associazione "Solidarity Across Borders", ha annunciato mercoledì di aver ottenuto più di 55'000 firme.

Malek Ossi, portavoce del comitato referendario, ha detto che l'argomento, poco noto al grande pubblico, non ha facilitato il loro compito e ha lodato l'impegno di molti volontari che hanno contribuito a portare il referendum a una conclusione positiva. Il contributo della Svizzera all'agenzia Frontex sarà aumentato da 24 milioni di franchi nel 2021 a 61 milioni nel 2027, aumento che i referendisti contestano.

Gli oppositori sostengono che la Svizzera non dovrebbe aumentare il suo contributo perché Frontex è in parte responsabile del maltrattamento dei migranti alle frontiere esterne dell'area Schengen.

Infine anche i sostenitori del referendum contro il consenso presunto per le donazioni di organi hanno annunciato all'inizio di questa settimana di aver superato la soglia delle 62'000 firme.

La legge, accettata dal Parlamento quest'autunno in seguito a un'iniziativa popolare nel frattempo ritirata, prevede che le persone che non hanno esplicitamente rifiutato di donare i loro organi siano considerate come donatori consenzienti al momento della loro morte. I parenti del defunto saranno consultati secondo il nuovo testo.

Gli oppositori di questa legge chiedono lo status quo, cioè il consenso esplicito, attualmente applicato in Svizzera dove la donazione di organi è possibile solo se la persona deceduta ha dato il suo consenso prima della sua morte. Se la persona non ha espresso la sua volontà, vengono consultati i suoi parenti. Per il comitato referendario, "la donazione di organi è eticamente giustificabile solo se la persona interessata ha dato il suo esplicito consenso in vita".

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