Ticino, 20 gennaio 2022

Perchè la Dottoressa De Cesare ha chiesto l'IVA arretrata?

Torna a far discutere il Medico del Traffico. La Dottoressa De Cesare è stata spesso al centro di polemiche per i suoi prezzi e i suoi servizi, adesso a finire nell'occhio del ciclone le lettere che ha inviato a un centinaio di pazienti degli anni scorsi per riscuotere, retroattivamente, l'IVA che non aveva mai applicato nelle sue fatture. Il motivo? L'Amministrazione federale delle contribuzioni ha deciso che la sua attività è imponibile.

Si tratta infatti di "esami eseguiti per l’allestimento di perizie che non sono in relazione con un trattamento concreto della persona esaminata e che non sono volte ad appurare le pretese secondo il diritto delle assicurazioni sociali", su cui si paga l'IVA, al contrario di "cure mediche nell’ambito della medicina umana prestate da medici, dentisti, e persone che esercitano professioni analoghe, purché chi presta i servizi disponga della relativa autorizzazione" e "accertamento e trattamento di malattie, lesioni e altri disturbi della salute fisica e psichica dell’uomo".

De Cesare non lo sapeva. E addossa la colpa ai suoi collaboratori, come ha detto a tio: "Quando
ho iniziato l’attività mi sono rivolta a una società di consulenza finanziaria del Luganese, che si occupa fra le altre cose di supportare gli studi medici nella loro contabilità. Loro mi hanno assicurato di non dover pagare l’IVA all’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), in quanto le mie prestazioni sono di origine medico-legale", basandosi su casi analoghi in altri centri medici. Nel 2019 ha scoperto che in alcuni cantoni però le regole erano cambiate e ha chiesto lumi all'AFC.

Il quale ha concluso che l'IVA va pagata anche retroattivamente e che è un suo diritto richiederla ai pazienti. "Su come procedere, mi hanno detto che era un problema mio. E ho subito pensato che mi avrebbero massacrata". Infatti alle sue lettere sono arrivate risposte sdegnate e arrabbiate. Deve saldare l'IVA maturata sino a fine 2016, e se non richiede il pagamento ai pazienti, deve pagare di tasca sua con soldi che non ha mai ricevuto.

La vicenda ha dato origine a un atto parlamentare di Massimiliano Robbiani, che oggi su Facebook rincara la dose: "Mi raccomando non pagate un franco. Paghino i suoi illustri consulenti".

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