Sport, 28 dicembre 2021

«Sospendiamo il campionato»: c’è chi la pensa come il presidente Lombardi

Questo il responso al sondaggio che vi abbiamo sottoposto nei giorni passati in merito alla possibilità di sospendere la stagione a causa del peggiorare della situazione pandemica

LUGANO – “Abbiamo due squadre in quarantena e le nuove regole che limitano le consumazioni alle buvette, che rappresentano una parte importante della cifra d’affari di ogni società sportiva. A febbraio ci sarà un’interruzione del campionato per le Olimpiadi: suggerirei di sospendere il campionato senza interromperlo del tutto, nella speranza di riprenderlo non appena la situazione sanitaria lo permetterà”. Parole e musica di una settimana fa di Filippo Lombardi, pochi giorni dopo la quarantena imposta all’HCAP a causa del covid. Pochi giorni dopo è arrivata, invece, l’annullamento della Coppa Spengler, sempre a causa della variante Omicron che sta mettendo i bastoni tra le ruote anche al mondo sportivo.
 
 
Nei giorni scorsi vi abbiamo domandato la vostra in merito all’opzione proposta dal presidente leventinese che potrebbe essere anche giusta e interessante, ma che potrebbe andare a collidere sia con la realtà sportiva sia con quella sociale. Fermando il campionato, infatti, oltre a dover ridiscutere i calendari e i contratti dei vari giocatori, potrebbe venire meno anche la spinta chiesta dal Governo
federale in merito alla vaccinazione della popolazione: l’inserimento del 2G sotto le volte delle piste svizzere, infatti, va letto proprio in quest’ottica.
 
 
Le vostre risposte al sondaggio sono state esaustive e fotografano in toto la nostra società, con una buona fetta della popolazione ancora restia alla vaccinazione. Un esempio? Il 54% dei votanti, infatti, si è detto d’accorso col presidente Lombardi, ritenendola la soluzione più corretta. Il 54%, appunto, perché il restante 46% non è assolutamente d’accordo con tale opzione.
 
 
Il 25%, infatti, ritiene che lo sport debba andare avanti, per tanti motivi, compresi quelli relativi alla forza trainante che le partite possono avere in merito alla vaccinazione di coloro che fin qui “sono rimasti a guardare”. Il restante 21%, infine, ritiene questa possibilità “un controsenso”, essendosi vaccinato anche per potersi recare alle piste e vivere dal vivo le gesta dei propri beniamini.
 
 
Insomma, proprio come nella vita reale, anche sul web la popolazione si divide…

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