I prestiti erogati durante il periodo Covid continuano a pesare sul bilancio delle piccole e medie imprese (PMI). In un comunicato stampa diramato venerdì, la Federazione delle imprese svizzere (FSE) ha criticato la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) per la sua gestione ritenuta sproporzionata dei prestiti ancora in sospeso. "Secondo un'indagine della RTS, sono attualmente in corso circa 6'000 procedimenti giudiziari, che hanno fatto precipitare migliaia di aziende in gravi difficoltà legali e finanziarie a diversi anni dalla pandemia", in particolare in settori vulnerabili come la ristorazione, il commercio al dettaglio e gli eventi.
Nel comunicato la FSE ha inoltre espresso particolare preoccupazione per le sistematiche azioni legali intraprese in caso di chiusura di attività, senza una distinzione adeguata tra frode comprovata e fallimento senza illecito. Considerando la situazione insostenibile per gli imprenditori penalizzati da una crisi di cui non sono responsabili, la Federazione invita il Consiglio federale e la SECO a rivedere urgentemente le loro prassi e a ripristinare condizioni quadro eque, affinché gli aiuti d'urgenza non si trasformino in un rischio duraturo per le PMI.