Ticino, 22 ottobre 2021

A chi la competenza della pianificazione ospedaliera cantonale?

L'intervento di Eolo Alberti

La lega dei Ticinesi, attraverso l’intervento di Eolo Alberti, appoggia le iniziative dei deputati Quadranti e Durisch, che vertono fodamentalmente sull’istituzione di una commissione di controllo chiamata a verificare il rispetto dei mandati pianificatori e dei contratti di prestazione stipulati dal Consiglio di Stato con tutti gli istituti ospedalieri. “Quanto emerso e poi approvato in sede commissionale è un esempio qualificante di come un lavoro di approfondimento fatto in accordo con gli iniziativisti possa portare ad un risultato soddisfacente per tutti, nell’interesse pieno dei cittadini” le parole di Alberti. 

Inoltre, sempre citando l’intervento di Alberti, la commissione sarà responsabile dell’allestimento di un rapporto annuale all’attenzione della Commissione sanità e sicurezza sociale, esercitando pure l’alta vigilanza sull’Ente Ospedaliero Cantonale e allestendo uno specifico rapporto sui suoi conti consuntivi.
Di fatto cambiano le competenze del Gran Consiglio che non si pronuncerà più sulla pianificazione ospedaliera in quanto tale. Inoltre Alberti fa notare che “si tratta di un nuovo processo che snellisce e consente di accorciare i tempi di definizione della pianificazione stessa che, tra l’altro, ci consentirà di uscire dall’attuale stallo cagionato dall’approvazione dei ricorsi su una pianificazione non conforme e che impone al nostro Cantone di ancora muoversi con un regime pianificatorio obsoleto e superato dagli eventi”. E ancora: “la Commissione di vigilanza è una soluzione pragmatica, ragionevole ed efficace. Al nostro sistema sanitario occorre ora un quadro chiaro ed attuale all’interno del quale poter lavorare nel pieno interesse dei pazienti ticinesi.”

In conclusione il deputato Alberti indica come “sarà imprescindibile riuscire a coniugare le necessità di ogni singola struttura ospedaliera con la richiesta di mantenimento di una regionalizzazione ormai acquisita e con l’esigenza di collaborazione fra pubblico e privato. L’emergenza legata alla pandemia ancora ha dimostrato chiaramente quanto questa sia la vera carta vincente della sanità ticinese. Il nostro è stato un modello invidiato dal resto della Svizzera. L’eccellenza sanitaria passa certo dalle strutture, ma soprattutto dalla qualità del personale medico ed infermieristico che vi lavora.”

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