Sport, 27 settembre 2021

“Nell’Ajoie sto ritrovando stimoli ed entusiasmo!”

L’ex HCL Matteo Romanenghi sta vivendo al meglio l’esperienza giurassiana

PORRENTRUYMatteo Romanenghi è un giocatore scafato, uno a cui piace affrontare ogni sfida con la giusta attitudine e con l’ideale spirito battagliero. Per diverse stagioni ha vestito la maglia del Lugano: l’allenatore Wohlwend si era accorto che Matteo negli junior élite aveva la stoffa per giocare a livelli importanti. Ha lavorato sodo su di lui, tanto da catapultarlo in prima squadra. Romanenghi, un prodotto locale che si è fatto le ossa, non ha mai avuto paura delle grandi avventure.


Dopo la scorsa ultima stagione, tra lui ed il club bianconero le strade si sono divise “e questo perché da entrambe le parti era emersa la volontà di chiudere il rapporto. Certo, non è stato facile il distacco, tuttavia ho accettato e capito che non si poteva cambiare: Niente da recriminare, semplicemente è arrivata la convinzione che la miglior soluzione era sciogliere il contratto”. Questa la prima dichiarazione del giocatore al nostro settimanale, che lo ha contattato per conoscere meglio le sue sensazioni dopo il passaggio all’Ajoie avvenuto la scorsa primavera.“Ho scelto il club neopromosso perché è quello che mi ha fatto pervenire la miglior offerta. C’erano anche altre squadre della lega cadetta che mi avevano avanzato delle proposte, tuttavia volevo restare in National League e di conseguenza ho ritenuto Porrentruy la meta più interessante”.


Matteo: è convinto di aver fatto la scelta giusta firmando un contratto biennale con l’Ajoie?
Sì, perché ho sentito attorno a me l’interesse giusto da parte dei dirigenti e dello staff tecnico. E sento che le cose stanno andando sempre meglio e questo mi fa ben sperare. La nostra squadra è di buon livello, deve solo abituarsi allo stress della massima divisione, ci vuole del tempo, anche perché la differenza tra la National League e la Swiss League è ancora sensibile. Sono convinto che se sapremo lavorare con la giusta attitudine, potremo ritagliarsi delle belle soddisfazioni. 


Matteo Romanenghi è dunque più che mai immerso nella sua nuova allettante esperienza in un cantone, il Giura, in cui l’hockey è una passione popolare.
Diciamo che mi sto gradatamente inserendo in un nuovo contesto hockeistico. Occorre capire tutte le dinamiche ed i nuovi concetti tecnicotattici dell’allenatore per entrare in sintonia con i compagni. Devo dire che si sta lavorando sodo in queste settimane e, dopo un inizio un po’ difficile, ora ci stiamo abituando al ritmodella lega superiore.


Con la sua presenza l’Ajoie ha acquisito maggiore esperienza, e lei ha pure vestito i panni del bomber contro l’Ambrì Piotta, segnando una doppietta settimana scorsa. 
Quella partita l’abbiamo giocata finalmente bene per tutti i 60 minuti, anche se potevamo contare solo su due stranieri. Sapevamo di essere sulla buona strada sul piano del gioco, anche negli impegni che hanno preceduto quello contro l’HCAP. Dovevamo insistere e, con il passare dei minuti ci siamo accorti che le cose venivano più facilmente.


Avrà provato un entusiasmo particolare a segnare una doppietta aibiancoblù.
Giusto essere soddisfatti ma è meglio restare con i piedi ben piantati per terra.
Giusto esultare ma il merito non è mio ma dei compagni che mi hanno messo nelle migliori per segnare. Ho segnato contro l’Ambrì, ma per me è stata una partita come le altre.


Porrentruy sta in capo al “mondo”, di certo nessuno si sarebbe immaginato che la sua carriera avrebbe avuto un seguito nel Giura.
Come ho detto, fra le varie proposte che mi erano giunte sul tavolo, quella dell’Ajoie è stata la più interessante. Sono partito con molte curiosità per il Giura: l`ho trovato accogliente, con gente appassionata, che segue con grande affetto la squadra.


Un ambiente comunque diverso dal Ticino.
Le differenze fra il nostro cantone e quello romando non mancano a tutti i livelli, ma la gente è comunque gentile e mi fa sentire a mio agio. A Porrentruy non manca nulla. Non posso proprio lamentarmi.


Ajoie è una piccola realtà hockeistica ma che si è già ritagliata uno spazio importante. Oltre alla promozione nello scorso campionato non possiamo dimenticare la famosa ed indimenticabile vittoria in Coppa Svizzera dopo aver battuto nella finalissima di Losanna il Davos. 
I tifosi sono eccezionali, ti fanno sentire il loro grande entusiasmo e ce ne siamo accorti soprattutto contro l’Ambrì. La ristrutturazione della nuova pista è stata decisiva per aumentare l’interesse dei nostri fans. Un vero gioiello ammirato da tutti. I risultati da lei citati sono frutto del grande lavoro svolto in questi ultimi anni da dirigenti appassionati. 


Lei è uno che guarda sempre avanti ma di certo non può dimenticare il suo passato bianconero visto che ha pure disputato due finali playoff. 
Con i bianconeri ho certamente trascorso degli anni bellissimi. Tra le due finali disputate, rammento in particolare quella contro lo Zurigo. Avevamo una squadra molto combattiva e questo malgrado i numerosi acciacchi e infortuni. Ce la siamo giocata fino all’ultimo, sino alla settima partita. Un gran bel duello, peccato che sia mancata la ciliegina sulla torta. 


Quali sono gli obiettivi che vi siete fissati per questa stagione? 
Il nostro traguardo è quello di raggiungere i pre-playoff. Abbiamo le carte in regola per arrivare a questo traguardo, ma occorrerà una grande costanza di rendimento. Sappiamo che sarà difficile ma ci crediamo. Nello sport se non credi puoi anche smettere.


Dicevamo dei tifosi...
Possiamo dire che sono in un certo senso il valore aggiunto, in ogni momento, anche quelli più difficili, ci sostengono sempre in modo caloroso. Grazie a loro troviamo la spinta giusta per fare meglio e per crescere. Nel Giura la passione sportiva è davvero speciale, unica. 


Lei ha già incontrato sia il Lugano che l’Ambrì: che giudizio può dare sulle due squadre? 
Direi che entrambe si sono ben rafforzate, il Lugano specialmente in difesa. Anche l’Ambrì ha grande talento, entrambe le compagini hanno tutto per essere protagoniste in questa stagione. 


Si sa che ogni sportivo d’élite ha sempre qualcuno da ringraziare per essere arrivato così in alto. 
Ci sono molte persone alle quali devo tanto, non voglio fare distinzioni perché rischio di dimenticare qualcuno. Tutti sono stati importanti, compreso quegli amici che mi hanno sempre seguito e sostenuto per tutti questi anni. Se proprio voglio fare un nome scelgo Wohlwend, che mi ha lanciato nell’hockey che conta. 


Un pronostico, infine, sul campionato?
Dico Zugo, Zurigo, Bienne e Lugano. In realtà tutte le squadre sono state costruite bene, non credo che ci possano essere delle sorprese. Tutti sono capaci di battere tutti. Di sicuro assisteremo ad un buon spettacolo. E poi il ritorno del pubblico nelle piste è una cosa davvero molto positiva

GIANNI MARCHETTI

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