Sport, 26 agosto 2021

Tamponi e test per le partite: chi sarà a pagare di più?

Fino a fine settembre il tampone sarà gratuito per tutti, ma da ottobre le cose cambieranno e le società, ovviamente, non potranno sostenere anche questo costo

LUGANO – Nella giornata di ieri il Consiglio federale ha presentato quella misura che un po’ tutti ci aspettavamo visto il crescere dei casi di infezione da covid-19 anche nel nostro Paese: molto presto, verosimilmente, gli interni degli esercizi pubblici diventeranno accessibili solo a guariti, vaccinati o testati. Tra questi “esercizi pubblici” sono comprese le piste e gli impianti per le manifestazioni sportive. Per accedervi, dunque, bisognerà essere in possesso di un certificato covid svizzero valido o di un certificato codice QR compatibile con “EU Digital Covid certificate” riconosciuto in Svizzera.
 
 
Il Governo, in pratica, sta spingendo parecchio per aumentare quella percentuale decisamente bassa, il 56% della popolazione, che si è sottoposta alla vaccinazione, decidendo di non sostenere più il costo del tampone per gli asintomatici. In poche parole: da ottobre il tampone si pagherà.
 
 
Al momento le società sportive si stanno adoperando, e non poco, per andare incontro ai tifosi indecisi o non accondiscendenti al vaccino, mettendo a disposizione la possibilità di sottoporsi a un test rapido nei pressi degli impianti per poter accedere ai vari match. Un esempio concreto è
rappresentato dall’HCL che, così come in occasione dell’amichevole di settimana scorsa, anche per le sfide di Champions Hockey League di venerdì e domenica, in collaborazione col Centro Medical Village di Manno, ha allestito un centro di tamponi presso il P&R Resega.
 
 
Ma, come dicevamo, da ottobre si cambia: il tampone non sarà più gratuito e le società, che devono tenere d’occhio anche il loro bilancio, pur essendo vettori di responsabilità nei confronti della collettività, non possono e non vogliono accollarsi anche questa spesa per quei tifosi che ancora non si sono vaccinati.
 
 
Risulta chiaro che, dovendo mettere mano al portafoglio per sostenere il costo del tampone – da capire quanto costerà al singolo cittadino non vaccinato – alcuni tifosi potrebbero decidere di non presenziare alle partite, lasciando così dei posti vuoti alla pista e facendo mancare il loro apporto, anche economico, alle società sportive. La soluzione low cost? Fare il vaccino e ottenere l’ambito codice QR che permetterebbe a tutti di tornare a godersi una partita di hockey/calcio/basket dal vivo… com’era “una volta”… o quasi…

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