Sport, 14 giugno 2021

Brasile, Copa America al via con il paese in ginocchio

Malgrado la grave crisi provocata dal Covid 19 (500 mila morti da inizio pandemia)

BRASILIA (Brasile) - Nelle socrse settimane la Conmebol (la federazione sudamericana di calcio) ha chiesto al Brasile di organizzare la Copa America 2021 in sostituzione dell'Argentina, che ha rinunciato a causa del coronavirus, e della Colombia, confrontata con una grave crisi sociale sfociata nei tumulti di piazza con tanto di morti e feriti. La proposta, a stretto giro di posta, è stata accettata sia dal governo che dalla federazione calcistica locale.


Altrettanto pronta (e veemente) la reazione di tantissimi addetti ai lavori – giornalisti, calciatori e dirigenti - che hanno accusato il presidente Jair Bolsonaro di non tenere debitamente conto di quanto sta succedendo nel Paese, che dall'inizio della pandemia ha registrato 500 mila morti e in cui le vaccinazioni procedono a rilento. Dopo tante proteste, soprattutto dei giocatori e del CT della Seleção Tite, che hanno criticato pesantemente i dirigenti di governo e CBF, è stato deciso che il torneo si disputerà.


Ieri si è disputata Brasile-Venezuela. Si gioca a Rio de Janeiro, Cuiabà, Goiania e Brasilia. Ma le contestazioni non si arrestano.


Fra i maggiori critici del ritorno della Copa America in Brasile (nel 2019 si disputò l'ultima) c'e anche Josè Ferreira Neto, uno dei principali opinionisti televisivi ed ex giocatore della seleção verdeoro. I vecchi tifosi granata se lo ricorderanno certamente, perché sul finire del 1987 fu ad un passo dal Bellinzona. La trattativa, tuttavia, non ebbe un seguito. Nei giorni scorsi Neto è andato giù pesante contro Bolsonaro e accoliti.


“Si tratta di uno schiaffo alla logica - ha dichiarato Neto nel suo programma a TV Bandeirantes - Ma come si fa ad organizzare una manifestazione quando la gente continua a morire e la programmazione dei vaccini procede a rilento? Per moltissimi brasiliani la prima dose è ancora un sogno. Mi auguro che il presidente, i governatori, i senatori e i promotori della rassegna riflettano sulla loro scelta” ha detto sconsolato. Ed ha pure aggiunto: “Non
ci sarà pubblico ma ci saranno assembramenti. Secondo me in America soltanto gli Stati Uniti sono in grado di organizzare la Copa. In Florida, per esempio, il 70 per cento della popolazione è stato vaccinato. In Brasile, la situazione è gravissima e il piano vaccini è scadente. Purtroppo prevale sempre e solo la questione economica. E noi in questo siamo campioni”.


Sulla sua stessa lunghezza d'onda Casagrande, ex attaccante del Torino e della nazionale brasiliana. L'opinionista di TV Globo ha affermato che “il presidente deve proteggere il popolo e non darlo in pasta al coronavirus, che ha messo in ginocchio il Brasile. Bolsonaro sinora non è stato in grado di gestire la crisi: dapprima ha catalogato il virus come una piccola influenza e poi non è stato capace di organizzare un piano per le vaccinazioni, permettendo che il Covid uccidesse tanti brasiliani. Vuole la Copa America? Probabilmente non sta al posto giusto”.

Un pensiero questo condiviso da molti brasiliani. Anche il telecronista più noto del paese Galvao Bueno non risparmia critiche alle autorità. “Spero che qualcuno si metta la mano sul cuore e pensi alle conseguenze di questa scelta”.


Di avviso contrario Mauro Geraldo Galvao: secondo l’ex bianconero “ogni cosa che propone o dice Bolsonaro è motivo di critica. È tutta una questione politica. Non vedo il problema a giocare la Copa America, dal momento che si giocano i campionati. Eppoi non lasciatevi ingannare: tutte le notizie che escono dal Brasile sono costruire ad arte per scalfire l’immagine di Bolsonaro”.


Diverse città hanno comunque rifiutato di ospitare la rassegna: Recife è stata la prima. “Non siamo in grado di controllare una manifestazione del genere. Negli stadi non ci saranno persone ma fuori avremo tanti assembramenti. La decisione del governo è assurda”ha chiosato il governatore dello stato di Pernambuco Paulo Camara.

RED.

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