Sport, 18 maggio 2021

2000, Italia che beffa! Francia ancora regina

Raccontiamo la storia della rassegna continentale dalla prima edizione in poi

Per la prima volta nella storia del calcio moderno, la fase finale degli Europei viene organizzata da due paesi. L’UEFA li affida a Belgio e Olanda. È un tentativo che farà scuola. Nel 2002 i Mondiali si giocheranno in Asia (Corea del Sud e Giappone) mentre nel 2008 la rassegna continentale si svolgerà in Austria e in Svizzera.


È un’edizione, quella del 2000, che promette moltissimo e alla quale non partecipa la nazionale rossocrociata, vittima delle contraddizioni del suo commissario tecnico Gilbert Gress e dei rapporti non sempre idilliaci all’interno del gruppo. Le aspettative sono grandi: c’è la Francia campione del mondo in carica, l’Inghilterra, l’Italia, affidata al pragmatico Dino Zoff, l’Olanda oltre al Portogallo e alla Germania. Quest’ultima, però, è una nazionale in piena crisi, tanto da spingere la federazione ad aprire dei nuovi centri di formazione che negli anni faranno la fortuna del calcio teutonico.


Diversi i giocatori che ambiscono al ruolo di protagonista. Ne citiamo alcuni: Totti, Del Piero, Figo, Shearer, Kluivert, Owen ma soprattutto Zidane, già numero 1 ai Mondiali di due anni prima in patria.


Agli Europei partecipano 16 squadre suddivise in quattro gironi, esattamente come nel 1996 in Inghilterra. Subito, come del resto tradizione, ci sono le prime clamorose sorprese. Nel gruppo A, comprendente Inghilterra, Germania, Portogallo e Romania, le due teste di serie crollano senza attenuanti. Tedeschi e inglesi, udite udite, vengono infatti eliminati dai lusitani e dai rumeni. La nazionale tedesca conquista solo un punto in tre partite! La sfida chiave è Portogallo-Inghilterra: Owen e soci vanno sul 2-0 ma subiscono la spumeggiante rimonta degli avversari che, grazie alle reti di Figo, Joao Pinto e Nuno Gomes, ribaltano il risultato. Negli altri gironi passano Spagna e Jugoslavia, Olanda e Francia, l’Italia (che vince e convince) e la sorprendente Turchia, che butta fuori gli anfitrioni del Belgio.


In Germania e in Inghilterra intanto, montano le polemiche: nella Mannschaft partono le dimissioni di Erick Ribbeck. Ma la vera novità è il ritiro dalla nazionale di Lothar Matthäus, dopo 20 anni di prestigiosa presenza. In terra di Albione non va meglio all’icona calcistica Kevin Keegan, la cui esperienza sulla panchina inglese finisce proprio dopo i disastrosi europei belgo-olandesi.


E siamo così ai quarti di finale, nei quali l’Italia mette fine all’avventura
della Romania con le reti di Totti e Inzaghi, futuri campioni del mondo. Tutto facile per l’Olanda, che con un clamoroso 6-1 butta fuori la Jugoslavia. La Francia ha vita dura con la Spagna, ma ci pensa Raul a spingerla in semifinale sbagliando il rigore del possibile 2-2. Infine passa anche il Portogallo, che elimina una Turchia generosa e nulla più. Alla fine avanzano le grandi favorite Italia, Olanda, Francia e Portogallo e le semifinali promettono emozioni e battaglia.


Nella prima sfida i francesi devono ricorrere alla loro esperienza per mettere fine ai sogni dei lusitani, passati in vantaggio con Nuno Gomes. La squadra di Lemerre ha sette vite (e gli azzurri se ne accorgeranno…): dapprima pareggia con Henry e ai supplementari vince con il golden goal di Zidane (con un rigore contestatissimo). Poi la scena è tutta per l’Italia che, al termine di una partita giocata in trincea, elimina l’Olanda padrona di casa ai calci di rigore. È la partita del famoso cucchiaio di Totti. 


La leggenda narra che il romanista all’altezza del cerchio di centrocampo prima di andare a calciare dal dischetto disse a Di Biagio: “ Non preoccuparti, ora gli faccio il cucchiaio”. Fu così che Totti superò Van de Saar. Un atto di coraggio che prima di lui era riuscito negli Europei solo a Antonìn Panenka nella finale del 1976, quando la Cecoslovacchia sconfisse la favorita Germania.


Il 2 luglio va dunque in scena la finale. Si gioca allo stadio De Kuip di Rotterdam. È la prima volta nella storia che Francia e Italia si sfidano nell’atto decisivo di una rassegna internazionale. Gli azzurri passano in vantaggio con Delvecchio servito da Pessotto ad inizio ripresa. La squadra di Zoff gioca meglio, crea di più e non corre praticamente mai dei veri pericoli. Ma quando tutti pensano che sia fatta, ecco che al terzo minuto di recupero sbuca fuori Wiltord ,che con un rasoterra angolato sorprende Toldo, eroe della semifinale. Francesi esultanti, italiani increduli.


La rete cambia completamente il quadro della partita e i transalpini salgono in cattedra mentre l’Italia non c’è più. Troppo duro il contraccolpo morale per la rete del pareggio incassata in zona Cesarini. Difatti al minuto 103 arriva beffardo il golden goal di David Trezeguet che consegna alla Francia il suo secondo Europeo. Due anni dopo il trionfo mondiale.


JACK PRAN

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