Svizzera, 05 aprile 2021

L'UE toglie l'accesso privilegiato ai vaccini alla Svizzera, "si pensi a misure di ritorsione"

Finora la Svizzera ha goduto di un'esenzione dall'obbligo di ottenere una licenza di importazione dei vaccini covid-19 dall'Unione europea. Grazie a questo accesso privilegiato, la Confederazione ha potuto acquistare i vaccini Covid-19 nei paesi dell'UE senza licenza. Ma dal 31 marzo 2021 sono in vigore nuove regole di esportazione: a 17 paesi è stata revocata l'esenzione, compresa la Svizzera, riferiva ieri il domenicale SonntagsBlick.

Di conseguenza in futuro Bruxelles sarà informata prima che un vaccino lasci l'UE. Ciò significa che se un paese al di fuori dell'UE ottiene i vaccini senza esportarli direttamente, l'UE può decidere se bloccare o meno l'importazione del siero. Il cambiamento delle regole arriva sullo sfondo dello scontro tra l'UE e il Regno Unito sulla produzione e la distribuzione, scontro che la stampa britannica chiama la "guerra dei vaccini".

Andreas Faller, ex vicedirettore dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), è preoccupato per le nuove regole: "Più velocemente vacciniamo in Svizzera, più è probabile che siamo sanzionati dall'UE con restrizioni di approvvigionamento, il che è un paradosso".

L'avvocato e consulente sanitario teme che la sicurezza dell'approvvigionamento della Svizzera sia a rischio e vuole quindi che Berna vada oltre: "La Svizzera dovrebbe sin d'ora considerare misure di ritorsione".

La Segreteria dell'economia svizzera (SECO), invece, è più misurata nel chiedere che alla Svizzera venga nuovamente concesso un accesso privilegiato e che non venga limitato il suo commercio di vaccini e sostanze attive contro il Covid-19. "Se necessario, la Svizzera interverrà anche direttamente presso i vari Stati membri dell'UE per garantire che non ci siano ritardi nelle catene di approvvigionamento verso la Svizzera", ha detto la SECO.

Da parte sua, la segretaria di Stato per gli affari esteri Livia Leu si è rivolta all'ambasciatore dell'UE in Svizzera, Petros Mavromichalis. L'amministrazione federale avrebbe ricevuto assicurazioni che l'esclusione non era diretta contro la Svizzera, secondo il giornale domenicale.

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