Mondo, 19 marzo 2021

Sanzionata (e divorziata) per non aver assolto i "doveri coniugali", ricorre fino alla Corte europea dei diritti dell'uomo

È una vicenda giudiziaria piuttosto curiosa quella che riguarda una (ex) coppia di coniugi francesi. Nel 2019, la Corte d'appello di Versailles aveva sanzionato la moglie perché si rifiutava di avere relazioni sessuali con il marito. I giudici, riporta il portale Franceinfo, avevano pronunciato il divorzio per sua colpa esclusiva considerando che il suo rifiuto "stabilito per ammissione della moglie, costituisce una violazione grave e riconosciuta dei doveri e degli obblighi del matrimonio rendendo intollerabile il mantenimento della vita in comune". Questa decisione è stata poi convalidata in appello dalla Corte di Cassazione.

Ma nonostante i due verdetti negativi, la donna non intende accettare la sentenza e ha recentemente presentato un ricorso contro la Francia alla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) a Strasburgo. Secondo lei,
le decisioni dei due tribunali francesi costituiscono un'"interferenza nella sua vita privata" e un "attacco alla sua integrità fisica", dopo che la giustizia francese le avrebbe "imposto" il "dovere coniugale", spiegano due associazioni che la sostengono.

La "Fondation des femmes" e il "Collectif féministe contre le viol" deplorano il fatto che la giustizia francese "continua a imporre il dovere coniugale", "negando il diritto delle donne di acconsentire o meno ai rapporti sessuali". E ricordano che quasi la metà dei 94'000 stupri e tentativi di stupro che avvengono ogni anno in Francia sono commessi dal partner o ex-partner della vittima. "Il matrimonio non è e non deve essere servitù sessuale", hanno detto le due associazioni.

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