Protagonisti dell’inqualificabile bravata sono degli assistenti geriatrici, ma anche, a quanto appurato dalla ‘Regione’, un caporeparto di recente riassunto dalla struttura. Si tratterebbe di due frontalieri e di una persona domiciliata nel Locarnese.
Chi ha visto il filmato, scrive il giornale, racconta di immagini, girate nelle camere e nei corridoi, in cui l’ospite della casa anziani viene imitato, deriso, e umiliato come uno zimbello.
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Il Consiglio di fondazione della casa anziani ha confermato i fatti. Il presidente, Ottavio Guerra, ha dichiarato a LaRegione che “é in atto un’inchiesta amministrativa a carico di alcuni nostri collaboratori, rei di aver partecipato, durante il tempo di lavoro, come “attori” e “registi” a un filmato, trasmesso su una “chat” del reparto, nel quale sembrano imitare il comportamento di un residente. La Direzione congiunta si è immediatamente attivata informando del caso l’Ufficio del medico cantonale. Questi, come da prassi, ha provveduto a una segnalazione al Ministero pubblico”.
Non sembrano esserci altri video dello stesso tenore sulla chat, e l’anziano non è stato oggetto di violenza. Il che nulla toglie alla gravità dell’accaduto. La Casa San Donato, dove lavora un centinaio di dipendenti tra assistenti di cura, infermieri, medici e personale della cucina, era finita recentemente alla ribalta per il caso dei vaccini somministrati a membri del Consiglio di fondazione che non ne avevano urgente bisogno.
Non sembrano esserci altri video dello stesso tenore sulla chat, e l’anziano non è stato oggetto di violenza. Il che nulla toglie alla gravità dell’accaduto. La Casa San Donato, dove lavora un centinaio di dipendenti tra assistenti di cura, infermieri, medici e personale della cucina, era finita recentemente alla ribalta per il caso dei vaccini somministrati a membri del Consiglio di fondazione che non ne avevano urgente bisogno.
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