Magazine, 31 gennaio 2021

Coronavirus e i tamponi anali: dalla Cina tranquillizzano…

I media cinesi hanno spiegato che il nuovo tampone non è adatto per i test di massa

PECHINO (Cina) – La notizia, accolta dai più con un sorriso e col pensiero di uno scherzo, nei giorni scorsi ha fatto storcere il naso. Stiamo parlando dell’uso dei tamponi anali per i test Covid-19 nei distretti di Pechino, di Daxing e Dongcheng, dove da venerdì scorso i test di massa erano ricominciati dopo che un bambino di 9 anni era risultato positivo al ceppo inglese.

La notizia che più di un milione di residenti fosse stato sottoposto ai tamponi
anali aveva allarmato un po’ tutti, ma i media cinesi nelle ultime ore sono riusciti a calmare un po’ le acque: il metodo, si legge, è più preciso dei tamponi faringei, ma scomodo per chi vi si sottopone e non adatti ai test di massa. Tale metodo di screening, infatti, verrà utilizzato solo in alcune città cinesi, tra alcuni gruppi a rischio alto, come gli arrivi dall’estero.

Insomma… per evitarlo, basta non andare in Cina.

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