Svizzera, 30 novembre 2020

Gli italici ci minacciano sulle stazioni sciistiche

“Giuseppi” fuori controllo: perché non chiede agli svizzerotti di chiudere le frontiere?

Scusate ma ci scappa a ridere! All’improvviso al premier italico non eletto “Giuseppi” Conte - quello che spalanca i porti all’immigrazione clandestina, che poi arriva qui - non va più bene la libera circolazione delle persone con la Svizzera. “Giuseppi” non è in grado di fare ordine a casa sua, però pretende di comandare in casa nostra. Nei giorni scorsi ha pensato bene di mettersi a starnazzare perché la Svizzera apre le stazioni sciistiche. “Giuseppi” minaccia pertanto di inserire la Confederella nella lista nera dei paesi da quarantena. Uhhh, che pagüüüraaa!

Sinceramente, cominciamo ad averne le scuffie sature di personaggetti d’oltreramina che, in sprezzo del ridicolo, ci trattano da untori. Va da sé dopo aver approfittato ad oltranza della contiguità con la Svizzera in regime di frontiere spalancate. Vedi la “famosa” dottoressa di Carlazzo, vedi un paio di sindaci di Comuni italici di confine, vedi i giornalai del Belpaese che scrivono sulla Svizzera senza saperne né capirne un tubo.

Però i 70mila…

Eppure a “Giuseppi”, novello avversario della mobilità transfrontaliera, va benissimo che i 70mila frontalieri entrino tutti i giorni in Ticino: altrimenti non avrebbero la pagnotta. E ancora meglio gli va ricevere ogni anno i 100 milioni di ristorni.

Quindi, per venire incontro a “Giuseppi” e a sostegno della salute di tutti, visto che giustamente in tempi di pandemia da stramaledetto virus cinese bisogna limitare gli spostamenti transfrontalieri, cominciamo a lasciare subito a casa i 45mila frontalieri che lavorano nel terziario.

Questi, è ovvio, perderanno l’impiego all’istante. Ma poi ci penserà “Giuseppi” al sostentamento loro e delle loro famiglie.

Ipocrisia italica

E’ poi clamorosa l’ipocrisia del governo di Roma che inveisce contro la stagione sciistica in Svizzera. Ci pare infatti di ricordare che in giugno il ministro degli esteri italico Giggino “er bibitaro”

Di Maio sia stato invitato in Ticino dal suo collega e connazionale Ignazio KrankenCassis (PLR). Dal nostro Cantone, Giggino - debitamente istruito - ha esortato gli svizzerotti ad andare in vacanza nella vicina Penisola. E pretendeva addirittura di riaprire le frontiere in anticipo per sostenere il turismo elvetico nel suo paese. Proprio quando da questa parte della ramina si stava invece lavorando per convincere gli svizzeri a passare le vacanze in Svizzera.
Inutile dire che il buon Ignazio applaudiva giulivo alle esternazioni dell’amico bibitaro.

Non erano blindati?

Qualcosa in tutto ciò non quadra. Gli italiani dovrebbero in teoria essere blindati in casa dai DPCM (Decreti del presidente del consiglio dei ministri) abusivi emanati proprio da “Giuseppi” e dai suoi compagni di merende. In base a questi DPCM, gli italiani non possono spostarsi se non per motivi di lavoro o per altre urgenze. Sciare non rientra tra queste urgenze. Quindi, dove sta il problema per “Giuseppi” se gli impianti di risalita in Svizzera - o in qualsiasi altro paese straniero sono aperti?

Il mondo al contrario

Sembra dunque di capire che, secondo “Giuseppi”: - I ticinesotti devono far entrare tutti i giorni 70mila frontalieri (di cui almeno 45mila di troppo) più svariate migliaia di padroncini.

- Gli svizzerotti devono però chiudere le stazioni sciistiche, anche per loro stessi, perché se sono aperte qualche turista italiano potrebbe contagiarsi sugli impianti di risalita o in albergo o al ristorante.

- Quindi: quelli che portano via il lavoro ai ticinesi, che infesciano le strade, e che si portano la schiscetta da casa per non lasciare neanche un franco sul territorio, devono entrare tutti in Ticino. Per i turisti - tra l’altro molto meno numerosi dei frontalieri - che contribuiscono all’economia, la Svizzera deve invece essere off limits. Il mondo che gira al contrario! E naturalmente dalle nostre parti nessuno fa un cip. Del resto, con la partitocrazia calabraghista che ci ritroviamo…

Nessun controllo

E’ manifesto che “Giuseppi”, fanatico dei lockdown come tutti i $inistrati, non è in grado di spiegare alle regioni italiane del Nord come mai la loro stagione invernale deve essere cancellata mentre altri paesi prendono decisioni diverse.
Eppure, come detto sopra, il problema non dovrebbe nemmeno esistere, dal momento che agli italiani è vietato spostarsi per turismo.

Perché allora tanta agitazione? Semplice, e qui le responsabilità si spostano da “Giuseppi” ai camerieri dell’UE in Consiglio federale.
La realtà è che la storiella del “si entra in Svizzera solo per lavorare” è una farsa.
Ai confini non viene svolto uno straccio di controllo. Tutti entrano liberamente in Svizzera dal Belpaese, per qualsiasi motivo.

Malgrado la seconda ondata pandemica, la casta non ha preso uno straccio di misura ai valichi. I 70mila frontalieri entrano tutti, da zone dove i contagi sono ben più alti che da noi (Como e Varese). Il governicchio federale, come pure quello cantonale, si sono limitati ad imporre restrizioni ai residenti; alcune delle quali deliranti, vedi le 30 persone nei cinema mentre sui treni TILO si sta stipati come sardine. Però… frontiere spalancate über Alles!

La richiesta da fare

“Giuseppi” se la prende con le stazioni sciistiche svizzere aperte, ma sbaglia bersaglio.
Che venga semmai a picchiare i pugni sul tavolo dei camerieri dell’UE in Consiglio federale dicendo: “dovete chiudere le frontiere con l’Italia! Nessun italiano deve più entrare da voi untori, perché rischia di contagiarsi!”.

Ovviamente i 70mila e passa frontalieri (solo in Ticino; più quelli negli altri Cantoni) rimangono disoccupati, migliaia di padroncini italiani vanno in fallimento, ed il Belpaese si scorda i 100 milioni all’anno di ristorni. Ma a rimediare a tutto ci pensa la premiata ditta “Giuseppi” & Giggino.
Avanti, stiamo aspettando!

Lorenzo Quadri / MDD


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