Svizzera, 07 ottobre 2020

Il New York Times accusa la Svizzera di razzismo nella vicenda Thiam, "per loro non era abbastanza svizzero"

La partenza di Tidjane Thiam dalla direzione del Credit Suisse più di sei mesi fa, dopo lo scandalo che ha coinvolto diversi suoi stretti collaboratori (vedi articoli correlati) fa ancora discutere e questa volta è il New York Times ad occuparsi di questa vicenda che aveva scosso il mondo della finanza svizzera. Nell'edizione di questo fine settimana la testata americana tra le più lette oltreoceano racconta in un lungo articolo il "breve mandato" (da luglio 2015 a febbraio 2020) e la "brusca espulsione" del franco-ivoriano a capo della seconda banca svizzera.

E questa volta a far discutere non sono stati i pedinamenti e i metodi poco ortodossi usati dalla banca negli scorsi anni sotto la direzione di Thiam ma il suo colore della pelle. "Che si chiami razzismo, xenofobia o qualche altra forma di intolleranza, è chiaro che Tidjane Thiam non ha mai smesso di essere visto in Svizzera come qualcuno che era fuori posto", scrive il giornale con sede a New York, sostenendo che la stampa di Zurigo lo ha sempre considerato "non sufficientemente svizzero".

Il New York Times tuttavia non cita né il diretto interessato né alcuna fonte per nome, ad eccezione della sorella di Thiam, Yamousso Thiam: "Sarei curiosa di sapere se oggi hanno finalmente l'onestà di ammettere che vedere un uomo di colore alla guida di una delle loro più prestigiose aziende era insopportabile".

Messa sotto accusa da una testata così importante, la stampa zurighese si è difesa con diversi articoli pubblicati negli scorsi giorni. In un articolo pubblicato lunedì sera, il Tages-Anzeiger considera le accuse di razzismo "esagerate". Il quotidiano zurighese cita il caso di Oswald Grübel, anch'egli vittima di uno scandalo. Non c'è "razzismo generalizzato o razzismo contro Tidjane Thiam in Svizzera", dice il foglio zurighese, giudicando che l'internazionalizzazione dell'industria bancaria e il fatto che si parli inglese è sufficiente a dimostrare la sua apertura.

Mentre la Neue Zürcher Zeitung, allora in prima linea nel criticare l'ex patron di Credit Suisse mentre era in carica, è rimasta stranamente silenziosa, il blog Inside Paradeplatz in un articolo citato da "Le Temps" ritiene che l'articolo del New York Times sia il riflesso della difesa di Tidjane Thiam ossia che "chi mi attacca è un razzista", in modo da rispondere a nessuna critica. "C'è razzismo in Svizzera", ammette comunque l'autore, "ma non più che altrove", assicura.

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