Mondo, 13 settembre 2020

Una virologa cinese in esilio sostiene che il Covid-19 è stato creato in un laboratorio di Wuhan

Il Covid-19 è stato creato in un laboratorio di Wuhan. Ne è convinta la dottoressa Li-Meng Yan, una scienziata cinese, in un'intervista al programma televisivo britannico "Loose Women" (vedi sotto). La ricercatrice sostiene di avere la prova che il virus non è di origine naturale e che di fatto non è stato trasmesso dall'animale all'uomo in un mercato di Wuhan. Dichiara di aver ricevuto queste informazioni dai medici locali e dal Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (CCDC).

Il laboratorio in cui è stato sviluppato il nuovo coronavirus è gestito dal governo cinese, spiega Yan, aggiungendo che le autorità cinesi hanno deliberatamente nascosto ciò che stava accadendo.

La Cina ha sempre negato che l'epidemia abbia avuto origine in un laboratorio, ricordando più volte che "l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha detto più volte che non ci sono prove che il nuovo coronavirus sia stato creato in un laboratorio." Tuttavia altri, come lo scienziato e premio nobel francese Luc Montagnier (vedi articoli correlati), pensano invece che il virus ha un'origine artificiale.

La stessa dottoressa Li-Meng Yan aveva fatto ricerche su Covid-19 alla fine dell'anno scorso. Quando si è resa conto che il virus si stava diffondendo in modo esponenziale, è stata avvertita di "stare zitta e non oltrepassare la linea rossa". Il suo lavoro è stato poi sospeso. "Ci metteremo nei guai, spariremo", aveva intuito il suo capo.

Stando alla scienziata, le autorità cinesi hanno cercato di denigrare il suo lavoro al pubblico diffondendo voci su di lei: "Hanno detto che ero una bugiarda, che non sapevo nulla e che sapevo a malapena uccidere un criceto in laboratorio".

Così la dottoressa aveva deciso di lasciare la Cina alla fine di aprile per fuggire negli Stati Uniti. Da allora, si trova in un luogo segreto. Ora sta lavorando con gli scienziati americani per pubblicare delle ricerche in modo che le sue affermazioni possano essere verificate. "Voglio fare luce su Covid-19", spiega. Se ne avesse parlato in Cina, sarebbe "scomparsa" non appena avesse iniziato a parlare. Così ha deciso di fuggire perché sa come il suo paese tratta gli informatori.

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