Ticino, 12 luglio 2020

"Quali conseguenze per chi sapeva del padre violento e non ha segnalato?"

Quali saranno le conseguenze per i docenti che sapevano del clima di violenza all'interno di una famiglia siriana, dove il padre per anni ha maltrattato moglie e figli (vedi articoli correlati)? Durante il processo che si è tenuto negli scorsi giorni è infatti emerso che almeno 6 persone, fra cui diversi docenti, erano a conoscenza della situazione di violenza che regnava nella casa degli allievi ma non hanno segnalato nulla alle autorità. Il granconsigliere Massimiliano Robbiani ha quindi inoltrato ieri un'interrogazione all'indirizzo del Consiglio di Stato, più precisamente al DECS, in cui si chiede quali saranno le conseguenze per i docenti che hanno sottaciuto la situazione che vivevano i loro allievi a casa loro.

Robbiani vuole sapere se i docenti in questione saranno sospesi e quanto lo stesso DECS era a conoscenza della vicenda e, se sapeva delle violenze subite dagli allievi già prima del processo, in che modo si è attivato per farvi fronte. Infine, il deputato leghista chiede quali sono le regole che un docente è tenuto a seguire in questi casi particolari.

Di seguito il testo integrale dell'interrogazione inviata da Robbiani al Consiglio di Stato.

Caro DECS, sospendiamo subito chi sapeva ma non ha segnalato e di fatto acconsentito alle violenze!

Lascia sgomenti che la scuola sapesse cosa succedeva in quella casa ma non ha fatto nulla”. Queste sono le parole del Giudice Pagnamente nel dare la lettura della sentenza e condanna a otto anni al Siriano che ha ripetutamente picchiato moglie e figli con atroce violenza.

A
inorridire e lasciare senza parole i presenti in aula penale nel corso dei due giorni di dibattimento non sono stati soltanto i fatti raccontati e ricostruiti dai diretti interessati ma anche, e lo ha sottolineato la procuratrice pubblica Marisa Alfier che si è detta «basita», il fatto che le violenze vissute in quella casa di Novazzano fossero state raccontate a più di una persona in ambito scolastico. I due 20.enni avrebbero infatti detto a docenti e altri adulti di riferimento di essere regolarmente vittime di violenze.

«A scuola sapevano almeno in sei, di cui quattro bene, ha detto Alfier nel corso della sua requisitoria, per questo saranno aperti dei procedimenti, queste persone avevano l’obbligo di segnalare i fatti».

A parte i procedimenti aperti, che logicamente avranno il loro iter, è pure da capire come voglia procedere il DECS con chi, sapeva ma ho volutamente preferito tacere.

Pertanto dopo questa breve premessa chiedo quanto segue:

Il DECS ha intenzione di sospendere chi all’interno della scuola ha volutamente taciuto i racconti e le richieste d’aiuto pervenute dai figli del siriano condannato per tre tentati omicidi?

Il DECS è venuto a sapere solamente durante il processo di cosa non è stato fatto o non detto dalla scuola dei ragazzi picchiati violentemente dal padre? Se no, come si è prontamente attivato?

Per questi casi di violenza esistono delle regole chiare che i docenti sono tenuti a rispettare? Se si, quali?

Massimiliano Robbiani

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