Ticino, 23 marzo 2020

"Ufficio federale di giustizia, vergogna!"

La Lega dei Ticinesi, in un comunicato trasmesso ai media, deplora la decisione dell'Ufficio federale di giustizia di dichiarare "contraria al diritto federale" la decisione presa sabato dal Consiglio di Stato di chiudere le attività ritenute non indispensabili.

"La situazione in Ticino è drammatica – scrive il movimento di Via Monte Boglia – con ben oltre 1000 contagi e 48 morti". Una situazione dovuta, si legge, "alla prossimità con la vicina Lombardia, focolaio epidemico dell’Occidente" e al rifiuto del Consiglio federale di chiudere in tempo le frontiere con l'Italia e gli stabilimenti scolastici.

Con la decisione odierna e i tentennamenti passati il Consiglio federale dimostrerebbe "di sottovalutare" la situazione ticinese oltre che "ritenere che il profitto di certo padronato sia prioritario rispetto alla salute ed alla vita dei cittadini ticinesi".

Un'errore di valutazione che "è destinato a ripetersi in tutta la Svizzera nel giro di una decina di giorni", se le misure ticinesi non verranno riprese a sua volta dalla Confederazione.

La Lega esorta quindi il Consiglio federale "a desistere da qualsiasi tentativo di revocare la decisione ticinese sullo stop a cantieri ed attività industriali" e allo stesso tempo appoggia l'agire del Consiglio di Stato chiedendo che vengano mantenuti i provvedimenti presi finora, anche se invise alla Confederazione. Così che non sarà necessario introdurre misure "ancora più dolorose".


Di seguito il comunicato integrale della Lega dei Ticinesi:

Ufficio federale di giustizia, vergogna!

La Lega dei Ticinesi deplora la decisione dell’Ufficio federale di giustizia di dichiarare “contraria al diritto federale” la decisione
del Consiglio di Stato ticinese di chiudere cantieri ed attività industriali non indispensabili.

La situazione in Ticino è drammatica, con ben oltre 1000 contagi e 48 morti su un totale di 66 decessi a livello svizzero. Tale situazione è dovuta alla prossimità con la Lombardia, principale focolaio epidemico dell’Occidente. Il Consiglio federale ha rifiutato di chiudere per tempo le frontiere con l’Italia e le scuole, e questo è il risultato. I cittadini ticinesi non lo dimenticheranno.

Esprimendosi contro la chiusura delle attività non indispensabili decisa dal governo ticinese, l’autorità federale dimostra ancora una volta di sottovalutare colpevolmente la situazione del nostro Cantone, e di ritenere che il profitto di certo padronato sia prioritario rispetto alla salute ed alla vita dei cittadini ticinesi. Come pure ignora che la situazione attuale del Ticino è destinata a riprodursi in tutta la Svizzera nel giro di una decina di giorni, se non verrà decretato a livello nazionale uno stop alle attività non necessarie sul modello - appunto - ticinese.

Come volevasi dimostrare, l’inutile visita del ministro socialista Berset a Bellinzona era semplicemente una discutibile operazione di marketing del Consiglio federale, la cui credibilità in questo Cantone è da settimane azzerata, ed è ulteriormente calata con la decisione odierna dell’Ufficio federale di giustizia. Vergogna!

La Lega dei Ticinesi esorta il Consiglio federale a desistere da qualsiasi tentativo di revocare la decisione ticinese sullo stop a cantieri ed attività industriali. Parimenti esorta il CdS a mantenere in vigore le misure decretate anche contro il parere dell’autorità federale. Prima di essere costretti ad applicarne di ancora più dolorose.

Lega dei Ticinesi

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