Mondo, 01 marzo 2020

La Grecia annuncia di aver bloccato l'entrata a 10'000 migranti ammassati al confine con la Turchia

Si fa sempre più tesa la situazione al confine tra la Grecia e la Turchia, dopo che quest'ultima aveva annunciato giovedì (vedi articoli correlati) che non avrebbe più fermato i migranti diretti verso il continente europeo. Domenica le autorità greche hanno annunciato di aver già bloccato l'ingresso nel suo territorio a quasi 10'000 migranti in sole 24 ore.

Da sabato mattina "9972 ingressi illegali sono stati impediti nella regione di Evros", lungo i 212 km di frontiera terrestre che la Grecia condivide con la Turchia, si legge in un comunicato stampa distribuito ai media presenti al valico di frontiera di Kastanies, nella Grecia nord-orientale.



Nella notte tra sabato e domenica la polizia e i militari greci hanno impedito "un tentativo organizzato da parte dei migranti di attraversare il confine in massa" viene inoltre indicato nello stesso comunicato.

Inoltre, 73 migranti sono stati arrestati nelle ultime 24 ore, più 66 arresti sabato, secondo la fonte governativa. "Nessuno proveniva da Idlib (nella Siria nordoccidentale, dove è in corso un disastro umanitario), la maggior
parte proveniva da Afghanistan, Pakistan e Somalia" si specifica nella nota.

Almeno 2'000 altri migranti sono arrivati ​​domenica al confine greco per cercare di raggiungere il continente europeo, dopo l'annuncio del presidente turco Recep Tayyip Erdogan dell'apertura delle frontiere da parte della Turchia.

Sabato sera, le Nazioni Unite hanno stimato in almeno 13'000 il numero di migranti ammassati lungo il confine tra Grecia e Turchia. I ministri della Difesa greci e i viceministri Nikos Panagiotopoulos e Alkiviadis Stefanis si sono recati nella regione di Evros nella giornata di domenica.



La Turchia haannunciato venerdì di aver aperto le sue frontiere terrestri e marittime per consentire il passaggio dei migranti, risvegliando in Europa il timore di una nuova crisi migratoria simile a quella del 2015 quando centinaia di migliaia di migranti attraversarono i balcani per raggiungere i paesi del nord Europa, in primis Germania e Svezia, su richiamo della cancelliera tedesca Angela Merkel che aveva annunciato unilateralmente la sospensione degli accordi di Schengen e Dublino per permettere ai migranti di raggiungere la destinazione desiderata.

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