Svizzera, 20 febbraio 2020

Il PLR confonde Schengen con la libera circolazione

Che cosa c'entra i turisti, i visti d'entrata e l'accordo di Schengen con la votazione sulla libera circolazione del prossimo 17 maggio ? Assolutamente nulla, ma il PLR nazionale crede, o vuole far credere, diversamente. In un messaggio pubblicato sulla propria pagina facebook (lo vedete sopra, in francese) il partito liberale scrive che "'ciò che vale per i turisti da noi, vale anche per gli svizzeri che viaggiano all'estero. Dovranno far fronte a limitazioni amministrative e a delle richieste di visti d'entrata. Senza l'accordo di Schengen, la libertà di viaggiare è in pericolo'. Questo è un rischio che vogliamo evitare e quindi diremo NO il prossimo 17 maggio."

Eppure nulla di quanto scritto nel messaggio ha qualcosa a che vedere con la votazione del 17 maggio. L'Accordo di libera circolazione su cui saremo chiamati a votare è in vigore dal 1999 e riguarda il diritto, per i cittadini UE e alcuni non UE come la Svizzera, di risiedere e lavorare nei paesi che lo hanno sottoscritto. L'accordo di Schengen è un accordo di sicurezza a cui la Svizzera ha aderito anni dopo, nel 2008. Schengen, fra le altre cose, include delle facilitazioni negli spostamenti tra i paesi che ne fanno parte, fra cui l'assenza di visti di entrata.

Ma non solo Schengen e la libera circolazione sono due accordi completamente differenti, l'accordo di Schengen non fa parte degli accordi bilaterali e quindi nemmeno attraverso la cosidetta "clausola ghiglottina" la permanenza della Svizzera nello spazio Schengen sarebbe messa in discussione. Di conseguenza avanzare l'argomento secondo cui Schengen, la possibilità di viaggiare all'estero e per i turisti stranieri di venire in Svizzera sarebbero in pericolo in caso di accettazione dell'iniziativa per un'immigrazione moderata è una palese falsità.

Una palese falsità che gli utenti di Facebook non hanno mancato di far notare. Il messaggio del PLR è stato infatti commentato da decine di persone che hanno fatto notare come l'appartenza della Svizzera allo spazio Schengen non c'entrasse nulla con la votazione del 17 maggio. Ma, a distanza di quasi 12 ore dalla pubblicazione, il messaggio non è stato rivisto nè tantomeno cancellato.

Non sappiamo se il PLR voglia affrontare il dibattito sulla libera circolazione avanzando argomenti palesemente falsi, d'altronde non sarebbe la prima volta che un gruppo o un esponente politico esprime falsità (magari altre volte non sono così evidenti). Più interessante sarà vedere se e quanto i media saranno disposti a dare spazio acriticamente a questi argomenti fasulli.

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