Sport, 14 febbraio 2020

In attesa del Nuovo Cornaredo c’è chi si gode i frutti: “Lo stadio incubatore di progetti”

L’esempio dell’Udinese, nella vicina penisola, spiega al meglio cosa può portare al territorio e alla squadra un impianto di nuova generazione

LUGANO – Non è un anno come tanti altri per Lugano e, soprattutto, per l’FC Lugano. Se la città è attesa da diversi cambiamenti urbanistici e di trasporto, il club capitanato dal presidente Angelo Renzetti, oltre a osservare quanto avviene in campo, resta con l’orecchio ben teso per capire cosa avverrà in merito alla costruzione del nuovo stadio di Cornaredo.

Entro fine anno il Municipio prevede di terminare il progetto definitivo e di presentare la domanda edilizia per il nuovo stadio la cui costruzione, se tutto si svolgerà nei termini prestabiliti, potrebbe iniziare nel secondo trimestre del 2021. Bisognerà come prima cosa ottenere lo stanziamento di 14 milioni di franchi per l’affinamento progettuale del Polo sportivo e degli eventi. Tenendo sempre ben presenti i termini stabiliti dalla ASF per la costruzione del nuovo stadio.

In tanti – magari anche scottati dal progetto dello stadio del Bellinzona, che tutti sappiamo come sia andato a finire – si domandano quali possono essere i vantaggi, anche per il club, che un nuovo impianto sportivo possa portare. Le risposte arrivano dalla vicina Italia e non certo da uno dei club più rappresentativi del calcio della vicina Penisola, ma da una società di provincia che grazie al suo stadio sta rilanciando se stessa e l’intero territorio, l’Udinese.

I benefici li ha spiegati Magda Pozzo, Strategic Group Coordinator del club friuliano, al portale “Calcio e Finanza”. “Il calcio è uno sport unico e canalizzarlo correttamente con le aziende partners può dare risultati eccezionali – ha spiegato – Da studi di mercato risulta che un’azienda extracalcistica dovrebbe investire quasi il triplo nei canali di comunicazione non tradizionali per avere la stessa visibilità. Lo Stadio deve diventare un incubatore di progetti e noi offriamo diverse opportunità che variano a seconda dell’obiettivo del partner e, inoltre, possiamo sviluppare azioni mirate su tutto il territorio nazionale”.

“Associare il proprio brand al nome di uno stadio trascende sempre più la territorialità, perché al suo interno si possono svolgere eventi nazionali o internazionali: lo stadio ha un appeal soprattutto per brand con questa dimensione e proiezione”, ha continuato. “Il tutto avvantaggia i partners perché possono interfacciarsi con altri imprenditori che hanno gli stessi obiettivi: presentare la loro azienda e le loro attività in modo dinamico e diretto. Lo stadio non deve essere visto solo come un impianto sportivo e basta, che non va vissuto soltanto durante quelle due ore in cui si svolge la partita. Vi si possono sviluppare progetti trasversali che coinvolgono tifosi, giovani, famiglie e territorio”.

Risulta quindi chiaro che un nuovo impianto sportivo potrà aumentare i benefici non solo per l’FCL in quanto tale, ma anche per la collettività e la città e, perché no, per l’intero Cantone. Un nuovo stadio a norme UEFA potrebbe, ad esempio, ospitare amichevoli internazionali portando in Ticino tifosi da diverse parti del mondo e diverse nazionali, potrebbe ospitare match delle coppe europee. Il tutto, ovviamente, porterebbe anche a un cambiamento nel numero di tifosi che occuperanno gli spalti del Nuovo Cornaredo… cosa, evidentemente, non da poco…

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