Svizzera, 30 ottobre 2019

Elezioni federali, un nuovo Parlamento accademico e non rappresentativo della popolazione

Un'analisi del profilo socio-professionale del nuovo Consiglio nazionale condotta dall'Observatoire des élites suisses (OBELIS) dell'Università di Losanna (disponibile qui, in francese) rivela una frattura netta tra il livello di formazione dei nuovi eletti e la popolazione generale e che questa è tanto più netta più ci sposta a sinistra.



Come si vede nel grafico sopra, i partiti contano fra i propri rappresentanti percentuali di eletti con una formazione universitaria compresa tra il 34% (l'UDC, la più bassa) e l'88% dei Verdi liberali, pari a una media del 61% di Consiglieri nazionali che dispone di una formazione universitaria. Quasi il doppio rispetto alla popolazione generale, dove tale percentuale si ferma al 30%, contando oltre alle università anche le scuole superiori postliceali, i politecnici e altri istituti specializzati. Dal punto di vista della formazione, la nuova camera bassa è quindi decisamente poco rappresentativa della popolazione. E, come detto, ciò diventa più vero più ci si sposta a sinistra.

La sinistra rappresenta quindi le persone meno bene della destra per quanto riguarda il livello di formazione, sinistra che storicamente cerca di attribuirsi la difesa delle classi svantaggiate e meno istruite e che spesso rimprovera alla destra di rappresentare élite disconnesse, sembra di conseguenza rimproverare ai suoi avversari ciò che lei è se stessa. Il PS e i Verdi rappresentano poco i meno istruiti e i lavoratori, eppure grande maggioranza nella popolazione.

Se dal punto di vista formativo il nuovo parlamento è diventato meno rappresentativo, migliora invece la rappresentanza di genere e questo, in questo caso coerentemente con le proprie rivendicazioni femministe, grazie ai Verdi che con il 59% di nuovi eletti donne contribuisce maggiormente alla femminilizzazione del Consiglio nazionale. Al secondo posto il PLR con il 57% di nuovi eletti donne, mentre UDC, PS e Verdi liberali che vedono esattamente il 50% di nuovi eletti di sesso femminile. Ultimo il PPD con il 33%. In totale, la percentuale di Consiglieri nazionali donne passa dal 33% al 42%.




in generale, il nuovo Consiglio nazionale conta un numero maggiore di accademici rispetto al precedente, una maggiore femminilizzazione, un aumento di quadri attivi nel settore pubblico e un aumento di politici di professione.

"In termini di rappresentatività, il Parlamento federale è lungi dal raggiungere un'identità di governanti-governati attraverso l'ideale della politica di milizia. Se assistiamo da una parte a una maggiore femminilizzazione, il Parlamento svizzero rimane un organo molto selettivo composto essenzialmente da universitari, imprenditori, indipendenti e politici di professione. Tutte categorie minoritarie in una società composta essenzialmente da salariati" conclude lo studio del BELIS.

Ultimo aspetto degno di nota sulla rappresentatività del nuovo Parlamento riguarda la ripartizione territoriale di ogni partito. Come si può vedere nel grafico sotto (fonte SRF) i partiti di sinistra e ambientalisti, PS, Verdi e Verdi liberali, vengono votati principalmente nelle città e nelle aree densamente urbanizzate. PPD e soprattutto UDC trovano invece maggiori consensi in campagna (mentre vi è un certo equilibrio nel PLR).



In altri termini, ciò significa che le rivendicazioni ambientaliste dei partiti ecologisti (che il PS in gran parte condivide) vengono proposte, se non decise, da persone elette da aree urbane che ne subiranno meno le conseguenze rispetto alle campagnee. Si pensi per esempio all'innalzamento del costo della benzina, essa colpisce in misura più diretta chi abita in campagna, e spesso è dipendente dall'automobile e non beneficia della stessa offerta di mezzi pubblici di chi abita in città o aree densamente popolate. La stessa cosa vale per altre limitazioni della mobilità privata (pedaggi, radar, ecc...) che colpiscono proporzionalmente di più chi abita fuori dai centri abitati rispetto a chi abita in città o in periferia.

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