Sport, 26 settembre 2019

Straniero a chi? Il Lugano inizia a sorridere… con gli svizzeri

Soltanto Lajunen è riuscito fino ad ora ad andare a segno dei giocatori non confederati a disposizione di Kapanen che si gode l’ottimo momento di un ispiratissimo Fazzini

LUGANO – La linea dista ancora qualche piccolo punto, ma le ultime due prestazioni – che sulla carta dovevano essere quelle più complicate e quasi impossibili – lasciano bene sperare. Il Lugano sembra in risalita, sembra aver assimilato meglio le richieste di Kapanen e inizia a macinare gioco, qualità e punti. Non male per una squadra che deve affrontare un anno di transizione, un anno complicato, un anno in cui l’head coach chiede spesso cose che vanno a cozzare con quanto fatto negli ultimi anni.

La società ha chiesto pazienza ai suoi tifosi, ha chiesto di aspettare il processo di crescita, tutte cose che in questo  momento vengono richieste anche per quanto riguarda gli stranieri che difendono i colori bianconeri. Certo, 4 partite sono poche per trarre qualche numero e analizzare la situazione, ma statistiche alla mano soltanto 1 delle 10 reti realizzate fin qui in stagione portano la firma di un giocatore non svizzero: Lajunen martedì ha beffato Schlegel, per quello che alla fine si è rivelato il game winning goal.

Il tutto può essere visto sia in modo negativo (come spesso avviene alle nostre latitudini), sia in senso positivo: se gli svizzeri stanno reggendo l’urto e stanno portando sulle loro spalle il peso dell’attacco, cosa accadrà quando i vari Lajunen (risolto il problema alla schiena, il finnico ha inanellato 2 prestazioni molto buone contro le due top del nostro campionato), Klasen (contro Zugo e Berna si è intravisto un buon Linus), Spooner (unico vero dubbio tattico fin qui), Ohtamaa (già 2 assist per lui) e Chorney diventeranno finalmente decisivi e incisivi?

In questo momento non può passare inosservato l’ottimo stato di forma di Fazzini, Top Scorer non a caso. Il “Fazz” ha lavorato molto bene in estate – come aveva rivelato ai nostri microfoni – e i frutti stanno arrivando: 3 reti fin qui (fantastica quella siglata contro gli Orsi), un assist per un totale di 4 punti in 4 partite. Il secondo miglior realizzatore in casa Lugano risponde incredibilmente al nome di capitan Alessandro Chiesa, alla pari di Dario Bürgler che ha trovato anch’esso la via della rete in 2 occasioni. L’unico vero neo fin qui per quanto riguarda la voce “svizzeri” riguarda Reto Suri che è ancora fermo a quota 0 punti, ma siamo sicuri che l’ex Zugo presto tornerà a far impazzire tutti, così come quando vestiva la maglia dei Tori.

Insomma, al momento manca un Rajala, un Wingles, un Cervenka, un Arcobello o un Roe in casa Lugano, ma vedere che la squadra al momento può far bene anche senza l’apporto costante dei giocatori di importazione può far sorridere sia Kapanen sia un certo Patrick Fischer…

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