Ticino, 05 settembre 2019

Iniziativa sulla legittima difesa: ecco la lettera inviata ai deputati

Negli scorsi giorni Giorgio Ghiringhelli del movimento Il Guastafeste ha inviato a tutti i deputati del Gran Consiglio una lettera, in veste di promotore dell'iniziativa per la legittima difesa, in cui risponde punto per punto alle critiche e ai dubbi sollevati dagli oppositori alla sua iniziativa.

Nella lettera Ghiringhelli ha inoltre precisato che qualora il Gran Consiglio approvasse il controprogetto presentato da una minoranza della Commissione Giustizia e Diritti,  l’iniziativa verrebbe ritirata, in modo da “evitare di di spendere inutilmente circa 350'000 franchi per una votazione il cui esito a favore dell’iniziativa sarebbe scontato” secondo Ghiringhelli.
 
Dato che il Parlamento è stato in buona parte rinnovato pochi mesi fa e che l’iniziativa era stata lanciata nel 2016, Ghiringhelli ha colto l’occasione non solo per  controbattere alle argomentazioni contro l’iniziativa , ma anche per ricordare a tutti i deputati vecchi e nuovi alcuni passaggi dei pareri giuridici a suo tempo espressi dal consulente giuridico del Gran Consiglio (Tiziano Veronelli) in occasione dell’esame sulla ricevibilità dell’iniziativa, che venne approvata senza alcun voto contrario nella seduta del 29 maggio 2017.

Di seguito la lettera integrale inviata da Ghiringhelli ai deputati del Gran Consiglio:


Iniziativa “Le vittime di aggressioni non devono pagare i costi di una legittima difesa”


Gentili deputate, egregi deputati,

nella sessione del 16 settembre sarete chiamati a prendere posizione sull’iniziativa popolare “Le vittime di aggressioni non devono pagare i costi di una legittima difesa” e sul controprogetto elaborato da una minoranza della Commissione giustizia e diritti. Nella mia veste di ideatore e principale promotore dell’iniziativa mi permetto di sottoporre alla vostra attenzione alcune mie riflessioni di carattere generale e delle considerazioni relative alle principali critiche rivolte all’iniziativa.

Riflessioni di carattere generale

I promotori dell’iniziativa ribadiscono che in caso di approvazione del controprogetto l’iniziativa sarà ritirata. In caso contrario la votazione popolare sarà inevitabile e, dopo aver tastato il polso ai cittadini di tutte le tendenze politiche su questo argomento durante la raccolta delle 9'248 firme, siamo convinti che l’iniziativa verrà accolta con un’ampia maggioranza. Ma davvero i rappresentanti del popolo, su una questione di così secondaria importanza, sono disposti a far spendere allo Stato ca. 350'000 franchi per una votazione dall’esito scontato e a rimediare una figuraccia politica (per non aver capito che aria tirava anche fra gli elettori del proprio partito) ?

Non mi risulta che il tema della legittima difesa facesse parte dei programmi elettorali dei vari partiti, e dunque mi auguro che i rappresentanti del popolo non si sentano costretti a seguire le indicazioni di voto dei rispettivi partiti o gruppi e che possano votare con la loro testa, perché solo in questo modo la decisione che ne scaturirà potrà riflettere la volontà popolare. Sarebbe ben strano se il 70% dei deputati bocciasse l’iniziativa e se poi il 70% dei cittadini (compresi molti PLR,PPD e PS) dovesse invece approvarla…

Piaccia o non piaccia, l’iniziativa tocca un argomento che in futuro potrebbe toccare da vicino qualsiasi cittadino indipendentemente dalle sue idee politiche o dalla sua appartenenza partitica. Non a caso nel comitato promotore vi sono ben 4 consiglieri nazionali in rappresentanza di tre partiti (Lega, UDC e PPD), 2 candidati al Consiglio degli Stati alle prossime elezioni federali (Lega e UDC),3 ex-deputati del GC (PS, PPD e PLR) e 2 ex-candidati al GC (Verdi liberali e Area liberale).

Considerazioni sulle critiche all’iniziativa

A. L’iniziativa va respinta perché il testo presenta delle lacune in quanto non definisce i dettagli utili e essenziali per l’ottenimento del rimborso di tutte le spese procedurali, e cioè ad esempio i termini e le modalità del rimborso.

In effetti i promotori dell’iniziativa si erano limitati a enunciare il principio del rimborso integrale delle spese procedurali per i casi di legittima difesa, lasciando al Legislatore cantonale il compito di definire i dettagli tecnici. Per quanto strana possa sembrare questa procedura, essa è stata considerata lecita dal Gran Consiglio, che nella seduta del 29 maggio 2017 aveva votato a favore della ricevibilità dell’iniziativa (con 56 SI , 13 astensioni e nessun voto contrario).

E quindi è un po’ tardi, ed è anche un po’ pretestuoso, sostenere ora che l’iniziativa debba essere respinta a causa di queste “lacune tecniche”, tanto più che il controprogetto (come del resto aveva suggerito di fare il consulente giuridico del GC nel suo rapporto del 21 gennaio 2017, punto 5 a pag. 6, e in quello del 26 aprile 2017, punto 3) ha colmato per l’appunto queste lacune, aggiungendo a titolo abbondanziale pure un articolo condiviso dai promotori che prevede la possibilità di ridurre l’indennizzo integrale richiesto dall’iniziativa “ se la pretesa dell’imputato risulta manifestamente eccessiva o abusiva”. Cosa si vuole di più ?

E cosa succederebbe se il GC bocciasse il controprogetto e il Popolo approvasse l’iniziativa con le sue “lacune”” ? Succederebbe semplicemente (come ha spiegato il consulente giuridico nel suo rapporto del 26 aprile 2017, al punto 3) che il Parlamento sarebbe chiamato in un secondo tempo a porre rimedio alle “lacune tecniche”, magari – colmo dei colmi - riproponendo quanto già proponeva il controprogetto da esso bocciato !

B. L’iniziativa va respinta perché crea delle disparità di trattamento, privilegiando (in caso di assoluzione) i reati commessi per legittima difesa rispetto ad altri tipi di reato.

Beh, questa è una richiesta portata avanti da oltre 9'000 cittadini (!). Nessuno impedisce ad altri cittadini di lanciare un’iniziativa che preveda ugual trattamento in caso di assoluzione per altri tipi di reato. Anche il Gran Consiglio potrebbe farlo, ad esempio con un controprogetto o con un’iniziativa parlamentare. Si tratta dunque di una scelta politica. Va però chiarito che dal punto di vista giuridico la presunta disparità di trattamento non sussiste, perché in tal caso il Gran Consiglio avrebbe non solo potuto ma anche dovuto dichiarare irricevibile l’iniziativa.

Sul tema della presunta disparità di trattamento il consulente giuridico del Parlamento si era diffusamente soffermato nei suoi rapporti del 21 gennaio 2017 ( punto 3.4) e soprattutto del 26 aprile 2017. Ecco ad esempio cosa scriveva al punto 7 di quest’ultimo rapporto (le sottolineature sono sue) : “ V’è dunque da chiedersi se esiste una giustificazione per questo “trattamento di favore” operato nei confronti della persona che ha agito per legittima difesa, rispetto a un’altra. Benché a prima vista una tale differenziazione possa suscitare qualche comprensibile perplessità, il Tribunale federale condanna per prassi unicamente le discriminazioni insostenibili o arbitrarie (…omissis…). Ritengo pertanto che la “copertura” in oggetto, riservata a una categoria ben definita di imputati, per altro vittima di un’aggressione ingiusta ( o di una minaccia ingiusta di aggressione imminente : vedi art. 15 CPS) difficilmente verrebbe recepita dal TF come “insostenibile o arbitraria”: da un lato perché i due contesti non sono paragonabili, d’altro canto perché l’imputato che agisce per legittima difesa è nel contempo anche vittima di un reato o ha agito in difesa di un terzo, anch’egli vittima”. Chiaro,no ?

C. L’iniziativa va respinta perché a detta del CdS (messaggio dell’11.10.2017) comporterebbe un aggravio finanziario per il Cantone

Nello stesso messaggio il CdS si contraddice scrivendo che non vi è alcuna urgenza perché i furti nelle abitazioni sono in forte diminuzione (ma sono pur sempre quasi 3 al giorno, cui si aggiungono una cinquantina di rapine all’anno!), e dunque la legge proposta dall’iniziativa verrebbe applicata a suo dire “in pochi casi” (cosa che noi tutti ci auguriamo) . In un servizio di Falò andato in onda il 7 gennaio 2016 il presidente del Tribunale d’appello Mauro Ermani aveva detto che questi tipi di procedimenti sono “assai rari”. Inoltre non va dimenticato che per questi procedimenti una parte degli imputati non farà capo a un avvocato di fiducia, bensì all’avvocato d’ufficio (i cui costi già attualmente sono a carico dello Stato in caso di assoluzione). Gli unici casi a noi noti di cittadini assolti per legittima difesa negli ultimi 15 anni riguardano fatti avvenuti nel 2005 (uccisione di un rapinatore a Brissago da parte di un commerciante che dovette poi pagare di tasca propria 9'000 franchi al proprio avvocato di fiducia) e nel 2017 (uccisione di un asilante a Brissago da parte di un poliziotto). Quindi il presunto “aggravio finanziario” è solo immaginario ! Il paventato aggravio ci sarebbe invece se quanto chiede l’iniziativa fosse esteso ad altri tipi di reato.

D. L’iniziativa va respinta perché a detta del CdS (v. messaggio summenzionato) potrebbe comportare il rischio di stimolare una giustizia “fai da te”, inducendo le persone a commettere un eccesso di legittima difesa

ASSOLUTAMENTE FALSO ! L’iniziativa non modifica in alcun modo - né potrebbe farlo – il Codice penale federale e non chiede di introdurre alcuna impunità per chi si difende facendo uso della violenza. Per chi viene condannato per eccesso di difesa non cambia dunque nulla rispetto ad ora : non avrà sconti di pena e dovrà pagarsi il suo avvocato di fiducia. I ticinesi non son scemi e capiranno che questa argomentazione è chiaramente pretestuosa ! Del resto tutti sono in grado di capire che quando qualcuno è aggredito – magari in casa propria - non ha certo il tempo di pensare alle possibili conseguenze fisiche, finanziarie e giuridiche nel caso di una sua reazione violenta…. Seguendo il ragionamento del CdS allora si potrebbe affermare che anche lo Stato “stimola una giustizia fai da te” dal momento che in caso di assoluzione paga i costi dell’avvocato d’ufficio… Se a qualcuno di noi, o a qualche nostro familiare, capitasse di essere aggredito per strada, ci farebbe piacere che qualcuno intervenga in nostro aiuto : é giusto che questo eroe, oltre a rischiare la propria incolumità, debba poi anche pagarsi il proprio avvocato di fiducia in caso di assoluzione per legittima difesa ?


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Gli altri argomenti sollevati contro l’iniziativa sono talmente insignificanti che non vale la pena sprecare “toner” per dilungarsi oltre. Rimango comunque volentieri a disposizione di chi avesse chiarimenti da chiedere.

Cordiali saluti e grazie per l’attenzione

Giorgio Ghiringhelli

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