Ticino, 16 agosto 2019

L'unica emergenza è quella occupazionale

Oggi qualche sparutissimo gruppetto di giovani ha pensato bene di organizzare dei “sit in” davanti ai municipi dei principali centri ticinesi.La richiesta? Che venga dichiarata l’emergenza climatica. Da notare che la dichiarazione in sé non serve assolutamente a nulla. È solo blabla.

Senza voler fare del facile moralismo chiedendo a cosa rinunciano questi manifestanti a vantaggio del clima (vacanze in aereo? Scooter? Telefonino? Temperature superiori ai 18°C in inverno in casa?):

- Perché non manifestare in dogana da dove entrano quotidianamente 66'300 frontalieri uno per macchina e svariate migliaia di padroncini?

- Isterismo climatico modaiolo = campagna elettorale per la gauche caviar spalancatrice di frontiere. Non a caso la Pravda di Comano mediatizza alla grande.

- Chi vota per l'isterismo climatico vota per le frontiere spalancate.

- Frontiere spalancate = invasione
da sud = ticinesi disoccupati, sottoccupati, in assistenza, eccetera.

- Consapevolmente o meno, questi giovani stanno facendo propaganda per gli spalancatori di frontiere, grazie ai quali li attende un futuro da disoccupati. Come farsi male da soli.

- L'unica emergenza che il Ticino deve dichiarare è quella occupazionale. Che l'isterismo climatico aggrava ulteriormente (vedi sopra).

- Se anche il Ticino o tutta la Svizzera azzerasse le proprie emissioni di CO2 domani, quale sarebbe l'impatto globale? Risposta: nessuno.

- Se invece il Ticino e la Svizzera continueranno a farsi invadere e comandare dalla fallita UE, come vogliono i partiti ed i politicanti che si sciacquano la bocca con l'isterismo climatico, i Ticinesi, a partire dai manifestanti, potranno solo emigrare dall'altra parte del mondo (naturalmente in pedalò per non inquinare).

Lorenzo Quadri

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