Ticino, 11 luglio 2019

Fisco, "una riformetta senza coraggio"

In un comunicato trasmesso ai media la Lega dei Ticinesi critica il progetto di riforma fiscale del Consiglio di Stato, descrivendola come “una riformetta senza coraggio”. Secondo il Movimento di via Monte Boglia il governo ha fatto l'errore di mischiare misure fiscali, sociali e scolastiche “nell'esasperata ricerca di un consenso globale”. Criticato in particolare lo sgravio fiscale del 2% al ceto medio, una misura ritenuta “irrisoria”.

Di seguito il comunicato integrale:

Fermo restando valutazioni più approfondite del pacchetto di cosiddetta riforma fiscale cantonale in adeguamento alla RFFA, appena presentato dal CdS, la Lega dei Ticinesi constata che ancora una volta le proposte governative mancano del necessario coraggio. La parola “riforma” viene in effetti usata a sproposito. Quella proposta è, ancora una volta, una riformetta “mignon”, fatta con la limetta per le unghie. E, ancora una volta, nell’esasperata ricerca di un consenso globale – che comunque non c’è – si mischiano a sproposito misure fiscali, sociali ed addirittura scolastiche. La Lega dei Ticinesi reputa che, in particolare per le persone fisiche, le misure proposte siano irrisorie: il ceto medio di uno sgravio del 2% nemmeno se ne accorge. E ancora una volta le persone
singole, malgrado il profluvio di opportunistiche promesse pre-elettorali, sono state completamente dimenticate: “passata la festa, gabbato lo santo”! Anche le misure proposte per le aziende non sono tali da scongiurarne la partenza verso “altri lidi”.

La Lega dei Ticinesi deplora la mancanza di coraggio di una riforma fatta “tanto per fare”: ovvero, per poter dire di aver svolto il compitino, indipendentemente dal risultato ottenuto. La Lega dei Ticinesi si aspetta inoltre che il CdS rinuncerà ad ulteriori iniezioni di soldi pubblici – la cifra pretesa è addirittura di mezzo miliardo! – per risanare i conti della cassa pensioni dei dipendenti dello Stato, e ribadisce la propria intenzione, se del caso, di lanciare il referendum. La Lega dei Ticinesi si sarebbe attesa una riforma fiscale degna di questo nome, in prima linea a sostegno del ceto medio e delle persone singole, accompagnata da concrete misure di risparmio nell’ambito delle spese di un’amministrazione cantonale elefantesca e costosissima, ed anche in quello delle prestazioni sociali a stranieri titolari di permessi B. La Lega dei Ticinesi si riserverà quindi di formulare degli emendamenti in sede parlamentare, sia per quanto attiene le persone fisiche che per quelle giuridiche.  

Lega dei Ticinesi

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