Svizzera, 13 giugno 2019

"Basta aiuti sociali ai jihadisti"

In una mozione presentata oggi al Consiglio federale il Consigliere nazionale Lorenzo Quadri chiede che la legge sia modificata per fare in modo che l'accesso dei migranti all'aiuto sociale venga reso più difficile. Questo, secondo Quadri, renderà la Svizzera meno attrattiva per "islamisti, jihadisti, radicalizzatori e figure analoghe". Per motivare la sua mozione, l'esponente leghista si appoggia a un recente studio dell'Alta scuola di scienze applicate di Zurigo in cui si scopre che il 40% degli estremisti islamici in Svizzera sono a carico di assicurazione sociali.

Di seguito il testo completo della mozione:

Aiuti sociali facili ai jihadisti? Basta!

Con la seguente mozione si chiede al Consiglio federale di formulare delle proposte di modifiche legislative affinché l’accesso dei migranti all’aiuto sociale venga reso più difficile, onde diminuire l’attrattività del nostro paese per islamisti, jihadisti, radicalizzatori e figure analoghe. Motivazione Da uno studio recentemente realizzato dall’Alta scuola di scienze applicate di Zurigo (ZHAW) sulla base di 130 profili di estremisti islamici registrati in Svizzera, emerge che il 40% di essi sono a carico dell’aiuto sociale in varie forme, compreso l’aiuto ai rifugiati.

Il dato conferma, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, che, tra i troppi migranti economici che giungono nel nostro Paese, si nascondono jihadisti, oltre che delinquenti comuni.

Da tempo gli esperti ammoniscono che, a livello internazionale, la facilità d’accesso degli immigrati agli aiuti sociali costituisce un fattore di rischio per quanto attiene all’arrivo nei singoli Paesi europei di miliziani dell’Isis e di analoghe associazioni criminali.

Gli Stati dall’ “aiuto sociale facile” agli stranieri, tra i quali figura la Svizzera, diventano particolarmente attrattivi come meta e residenza per jihadisti. I quali, mantenuti dall’ente pubblico, senza bisogno di lavorare, possono dedicare il proprio tempo alla radicalizzazione ed al reclutamento.

Il problema, ora ufficialmente riconosciuto dallo studio realizzato dalla ZHAW, deve essere finalmente affrontato. Il concetto di non discriminazione non può continuare a fungere da paravento per non agire, ottenendo così il risultato di trasformare la Svizzera nel Paese del Bengodi per estremisti islamici. Con tutte le conseguenze del caso per la sicurezza pubblica.

A maggior ragione in considerazione del fatto che il Consiglio federale, così come pure le maggioranze politiche, rifiutano ostinatamente di vietare i finanziamenti estere alle moschee ed ai centri culturali islamici, pur essendo accertato che questi finanziamenti servono a promuovere la radicalizzazione nel nostro Paese.

Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi

Cofirmataria: Roberta Pantani  

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