Sport, 02 aprile 2019

Supplementari ad oltranza: i pareri sono discordanti

A confronto le opinioni di Elias Bianchi (Ambrì Piotta) e di Raffaele Sannitz (HC Lugano)

LUGANO/AMBRÌ - Quarti di finale, gar- 6 fra Ginevra e Berna alle Vernets. Siamo al 59’ e i granata, in ritardo di due reti, compiono l’autentico exploit di pareggiare e costringere gli Orsi all’overtime. La squadra di McSorley non ha alternative: vincere, altrimenti gli ospiti sono in semifinale. E allora inizia l’incredibile e più lungo supplementare della storia dell’hockey svizzero. Sì, perché saranno necessari altri tre tempi (una nuova partita in pratica) per decidere l’esito del tiratissimo confronto. Dopo 217' infatti ecco che arriva la svolta: errore del ginevrino Völlmin, che non intercetta un disco, e rete del solito Arcobello. Berna in semifinale, dopo un match interminabile, e pure emozionante, che ha tenuto tutti con il fiato sospeso.

Qualcuno l’ha definito una delle pagine più emozionanti dell’hockey svizzero. Ma non solo: questo evento ha acceso una miriade di discussioni sul tema dell’overtime ad oltranza, quello che da una vita sta animando la prestigiosa NHL. E per capire se l’introduzione di questa novità (in vigore già dalla scorsa stagione) possa effettivamente portare dei vantaggi (soprattutto sul piano dello spettacolo) al nostro hockey abbiamo interpellato Elias Bianchi e Raffaele Sannitz, attaccanti di Ambrì Piotta e Lugano.

Elias Bianchi: “Buona scelta”

Elias Bianchi, qual è il suo giudizio sull’overtime ad oltranza?

Credo che chi ha deciso di introdurre questa regola abbia fatto bene. Penso che sia più giusto decidere la partita con una giocata e non con i rigori. Capisco che l’overtime ad oltranza costringe gli addetti ai lavori e il pubblico a sforzi incredibili, ma se si vuole “rinnovare” l’hockey bisogna scegliere questa soluzione. Lo spettacolo e le emozioni aumentano e questo a mio avviso è un bene. Quello che secondo me deve invece cambiare è il metro di giudizio degli arbitri. Contro di loro non ho assolutamente nulla, tuttavia nel match-record tra Ginevra e Berna ho visto delle disparità di trattamento che a mio avviso non ci dovevano stare. Se ci sono delle penalità queste vanno fischiate, anche durante l’extra time. Comunque ben venga questa regola, perché perlomeno si premia chi indovina l’azione giusta. 

Andare all’overtime ad oltranza però implica un dispendio di energie veramente notevole, che rischia di incidere senza dubbio sulle gambe dei giocatori. L'hockey svizzero è diventato uno dei più competitivi d’Europa ma non è certo la NHL…
In Nordamerica è da una vita che vanno avanti così e nessuno si è mai lamentato. Credo che tutto faccia parte del gioco, le regole vanno accettate. Anche qui in Svizzera. Cambiare del resto non è un reato.

L’overtime ad oltranza era dunque auspicabile. 
Difficile dire se, sul piano puramente tecnico, sia veramente necessario, di certo è un’appendice che aumenta notevolmente le emozioni e di conseguenza il tono agonistico della partita. E poi, meglio fare la differenza su azione che ai rigori, su questo non ci piove.

Raffaele Sannitz: “Non oltre i due…”

Raffaele Sannitz, tocca a te…

Da una parte è giusto che una partita non si decida subito ai rigori perché a prevalere deve essere la squadra e non il singolo, specie quando la stagione arriva nella sua fase più calda. Tuttavia a tutto c’è un limite perché andare ad oltranza significa spendere un sacco di energie che poi paghi alla distanza. Quindi potrei pensare a due tempi supplementari di venti minuti e poi ai rigori.

Quindi, chi dice che gli overtimes ad oltranza fanno bene allo spettacolo sbaglia… 
In un certo senso sì, proprio perché quando comincia ad aumentare la stanchezza viene a mancare anche la lucidità. Certo, c’è la grande emozione del pubblico, l’attesa spasmodica delle due squadre che attendono solo l’errore dell’avversario, ma sul piano puramente dello spettacolo il gioco inevitabilmente manca. 

Lei pensa che si possa rivedere la formula?
Difficile rispondere, penso di sì, ma questo compito spetta alle varie commissioni tecniche della Lega Svizzera di hockey. Noi giocatori ci dobbiamo evidentemente adeguare. Spero comunque che si sappia trovare una migliore formula. Vedremo cosa succederà nei prossimi anni.

G.M.

Guarda anche 

Dalla panchina alla titolarità: ma ora chi lo ferma più a Merzlikins?

COLUMBUS (USA) – E ora saranno problemi seri per John Tortorella. L’esperto head coach di Columbus, ora, ha davvero una bella gatta da pelare: quando torner&a...
19.01.2020
Sport

Fischer lancia il Mondiale casalingo: "Sognare non costa nulla"

ZUGO - La nazionale rossocrociata ha mire ambiziose: i prossimi Mondiali del gruppo A si svolgeranno proprio nel nostro paese dall’8 al 24 maggio (sedi ...
20.01.2020
Sport

Tra passi avanti e passi indietro: HCL e HCAP, che sofferenza!

LUGANO/AMBRÌ – Armatevi di misuratori della pressione e di cardiofrequenzimetro: da qui al 29 febbraio, se siete tifosi dell’Ambrì o del Lugano,...
19.01.2020
Sport

Effetto McIntyre: il Lugano ha ritrovato (forse) sé stesso e le reti di Klasen

LUGANO – Prima del 13 dicembre c’era un Lugano che faticava tremendamente non solo a centrare punti, ma anche a poter contare sulle reti dei suoi stranieri. D...
16.01.2020
Ticino