Publireportage, 07 marzo 2019

Docenti provenienti da oltre confine ed esami truccati: La Scuola ticinese è allo sbaraglio!

PUBLIREDAZIONALE - Nelle scorse settimane ho inoltrato due interrogazioni al Consiglio di Stato, con lo scopo di far chiarezza su due situazioni urgenti e puntuali.


Il primo atto parlamentare vuole denunciare politicamente, su segnalazione di una lettera anonima promossa da un gruppo spontaneo di studenti del Liceo di Lugano 1, il malandazzo nelle assunzioni dei docenti nelle Scuole Medie Superiori.


Secondo quanto riportato dagli scriventi, vi sarebbero numerose assunzioni di docenti provenienti da oltre confine, maggioranza dei quali avrebbero importanti lacune nelle conoscenze delle lingue nazionali e della civica.


Ecco un estratto dello scritto apparso sui media:


“(…) Oltretutto, nell'istituto un tempo glorioso, continuano a sbarcare frotte di docenti economici in fuga dalla Fallitalia (dove farebbero la fame) assunti perché vincono i concorsi scolastici pur non avendo nessuna conoscenza di altre due lingue nazionali, del territorio, della cultura e delle istituzioni del Cantone e della Confederazione. Un vero schifo! (…)”


A seguito di questa disparità inaccettabile per i ticinesi e le ticinesi, o anche per i residenti di lunga data, che hanno frequentato la formazione accademica in Svizzera e che da tempo sono alla ricerca di un posto di lavoro in qualità di insegnante, nella mia veste di deputato ho inoltrato una serie di domande puntuali al fine di fare chiarezza al più presto su questa scandalosa realtà.


La seconda interrogazione vuole accertare la situazione in merito ai presunti casi di irregolarità presso un istituto scolastico professionale.


La scuola in questione, lo scorso giugno, ha segnalato alla commissione cantonale d’esame presunte irregolarità nello svolgimento degli esami finali di tirocinio di impiegato di commercio. Incresciosi fatti balzati all’onor della cronaca in giugno e luglio dello scorso anno, dopodiché non si è più avuta alcuna notizia in merito. Oltre alle rilevanze di tipo penale, è fondamentale prendere coscienza delle sanzioni avvenute (se ce ne sono state?) nei confronti dei titoli di studio ottenuti in maniera fraudolenta. In questo caso si impone una difesa della rispettabilità della scuola, una parità di trattamento con tutti gli studenti e la trasparenza necessaria con il mercato del lavoro ed i datori di lavoro. Non vi è che dire, l’attuale conduzione del DECS lascia l’amaro in bocca ed è necessario un cambiamento politico. Scuola ticinese, rialzati!

 

Nicholas Marioli

Deputato in Gran Consiglio
Lega dei Ticinesi
Candidato 37
Lista 14

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