Sport, 24 febbraio 2019

“Vlhova la rivelazione, Lara Gut nell’anonimato”

Abbiamo stilato il bilancio dei Mondiali di Are con l’opinionista TV Mauro Pini

LUGANO - Nemmeno il tempo di festeggiare o di recriminare, che il Circus bianco è di nuovo sotto i riflettori di appassionati e addetti ai lavori. I Mondiali di Are sono già alle spalle e in questo fine settimana gli atleti saranno infatti impegnati nella località bulgara di Bansko (gli uomini) e Crans Montana (le donne) dove sono in palio punti importantissimi per la Coppa del Mondo che, come noto, si concluderà a marzo sulle nevi di Andorra con le “Series”. 

Oggi, comunque, facciamo un passo indietro e con l’apprezzato opinionista televisivo Mauro Pini tracciamo il bilancio della recente rassegna iridata. Cominciando dai rossocrociati. 

Due ori, un argento e un bronzo e primo posto nel medagliere insieme a Stati Uniti e Norvegia: un buon bilancio…
Diciamo che le ragazze hanno fatte bene, grazie a Corinne Suter e Wendy Holdener ma manca qualcosa nel settore maschile, in cui non sono arrivate le medaglie se non nel Team Event, disciplina che non è ancora decollata. Purtroppo hanno fallito il podio Beat Feuz e gli slamomisti, che per altro ci sono andati vicinissimi. Peccato soprattutto per Zenhäusern, che nello slalom speciale ha disputato una seconda manche di altissima qualità, purtroppo insufficiente per una medaglia visto che ha pagato a caro prezzo una prima discesa al di sotto della aspettative. Feuz? È l’unico che possa regalarci soddisfazione nella velocità. È sempre lì con i migliori ma gli è mancato qualcosa per superarli tutti…Ora dovrà decidere se ha ancora voglia di gareggiare. Lui è uno che vive alla giornata. Verso l’addio? Presto per dirlo… 

Parliamo allora del settore femminile: bene Holdener, benissimo Suter, male Gut… 
Wendy avrebbe dovuto vincere l’oro nello slalom speciale ma ha commesso un errore grave all’inizio della seconda manche. Alla fine della prova l’ho vista rassegnata. Anche a Sochi era andata così. Non vorrei che questa delusione si riflettesse sul suo futuro. Comunque esce dal Mondiale con un oro importante come quello della combinata. Sciatrice affidabile. Corinne è stata in fondo la sorpresa: con le due medaglie al collo è finalmente…sbocciata dopo tanti risultati negativi. Si sapeva che ha talento e stavolta è stata brava a superare la pressione.
Lara Gut, purtroppo, ha disputato un Mondiale anonimo, come del resto quasi tutta la stagione di Coppa del Mondo.

Forse la scoperta (vedi matrimonio) che c'è un mondo diverso da quello a cui era abituata sin da bambina la sta condizionando? 
Può darsi, non lo escluderei. Di certo lei per rendere al massimo deve focalizzarsi al cento per cento sulla sua professione. Altrimenti diventa difficile. Non dimentichiamo che Lara è un grande talento. Finita? Non direi, anche se adesso deve capire che cosa vuole veramente… 

Giusto come dice il Blick che abbandoni il suo team? 
È un tema delicato, che viene tirato fuori quando i risultati non arrivano. Ma è sempre lei che deve decidere, quindi è inutile fare speculazioni o dare giudizi…Aspettiamo. 

Parliamo ora di una grande protagonista di questo Mondiale, ossia Petra Vlhova…
È stata la rivelazione. Si porta a casa tre medaglie, sinonimo di grande freschezza mentale, flessibilità tecnica e grande determinazione. Petra con la Shiffrin è stata la migliore fra le donne. Così come mi piace pensare che la Vonn abbia terminato la sua carriera con il bronzo in discesa libera. Ha suggellato una carriera immensa al netto di tanti infortuni. 

Il momento tecnico migliore dei Mondiali?
Direi la seconda manche di Kristoffersen nel gigante maschile e la prima prova di Hirscher nello slalom speciale. Numeri d’alta scuola. L’austriaco, poi, insieme a Matt e Schwarz ha regalato all’Austria una spettacolare tripletta e salvato il medagliere. Sino allo speciale di chiusura le Aquile non avevano conquistato un solo oro…

Giusto far correre le discesa su un percorso dimezzato causa maltempo?
Di principio no, ma come sappiamo gli organizzatori non avevano vere alternative. Forse l’unica era quella di far disputare questa prova su due manche. È mancato coraggio. Comunque: vincere una mezza discesa diventando iridato, vale un posto nella storia. 

Infine: disputare i Mondiali ogni due anni non è troppo? 
Non credo. Semmai è il programma di Coppa del Mondo che andrebbe rivisto. Troppo fitto e con viaggi lunghi.

MDD

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