Mondo, 21 febbraio 2019

Proteste contro il gender a scuola nel Regno Unito. Ma a manifestare sono solo i musulmani

Settimana scorsa, a Birmingham, nel Regno Unito, più di 300 tra genitori e alunni si sono riuniti fuori dai cancelli di una scuola elementare per protestare contro il programma scolastico dell’istituto che comprendeva lezioni di educazione sessuale a base di indottrinamento gender, tenute da un professore dichiaratamente omosessuale. Lo riferisce il portale "MailOnline".

Lo ricordiamo, il genderismo è quella teoria secondo cui il sesso di una persona non è definito biologicamente alla nascita ma dipende dall'identità di una persona. Nel corso degli scorsi decenni, secondo questa logica, sono state create praticamente un'infinità di sessi immaginari, perlopiù nei paesi anglosassoni, e sono aumentate a dismisura le persone che si credono di un sesso diverso da quello con cui sono nato, arrivando in taluni casi ad operarsi chirurgicamente per avere gli attributi sessuali che rispecchiano la loro percezione.

La teoria gender è perlopiù diffusa nei paesi anglosassoni ma negli scorsi anni si sta diffondendo anche nell'Europa continentale, e anche in Svizzera. Il Consiglio federale, accettando acriticamente questa teoria come vera, ha recentemente annunciato di voler introdurre la possibilità che una persona possa cambiare il proprio sesso sui propri documenti e evocato la possibilità di introdurre il cosidetto "terzo sesso" sui documenti ufficiali.

Ritornando alla protesta di Birmingham, un dato che balzava subito all’occhio osservando le persone che manifestavano riguarda la composizione etnico-religiosa della folla: la maggior parte dei dimostranti era composta da famiglie di immigrati di credo musulmano, assolutamente contrarie ai tentativi di indottrinamento
dei propri figli e decisamente intenzionati a combattere questa battaglia fino in fondo. Un fatto che non trova più corrispettivo nelle famiglie di nativi inglesi, ormai prone a qualsiasi lavaggio del cervello di estrazione liberal che gli venga imposto dal sistema.

Alcuni dei manifestanti, intervistati, hanno dichiarato “preferiamo lasciare il Regno Unito piuttosto che permettere ai nostri figli di frequentare questo genere di lezioni”. Gli inglesi nativi, da parte loro, a leggere i vari commenti sui social, sembravano più che altro divertiti da questo evento che mostra i limiti della politica portata avanti dalla sinistra. L'immigrazione di massa, specie da paesi ultraconservatori come i paesi musulmani o i paesi poveri dell'UE, non si coniuga molto bene con le teorie gender o omosessuali per cui la sinistra mostra una particolare simpatia.

“Rispettate i nostri valori”

La manifestazione-sciopero si è consumata durante quella che doveva esser la prima ora di lezione. I cartelli mostrati dai manifestanti erano inequivocabili: “Rispettate e sarete rispettati”, “Educazione, non indottrinamento”, “Mio figlio, mio diritto”, “Diciamo no all’indebolimento dell’autorità genitoriale”,

“Basta sfruttare l’innocenza dei bambini”. “Gli insegnanti non rispettano i valori su cui si fonda la nostra comunità“, parla la madre di uno degli alunni in sciopero. “Non mandiamo i nostri figli a scuola per imparare nozioni sull’Lgbt, li mandiamo perché imparino matematica, le scienze, l’inglese”.

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