Opinioni, 20 febbraio 2019

Ruby Belge: "Lo sport può combattere il bullismo"

Nel mio caso lo sport, il pugilato, le “autorità” (il mio allenatore), mi hanno educato e cambiato. Sport e autostima sono stati fondamentali per la mia crescita.

 
Conosco personalmente i temi legati alla gestione dell’aggressività e dell’insicurezza connessi alla crescita in età adolescenziale. Voglio trasmettere la mia esperienza ai più giovani, in modo tale da insegnarli a non commettere certi errori.
 
In palestra lavoro con molti ragazzi che hanno avuto questi problemi o che hanno approfittato della loro “forza” contro i più deboli. Quando vengono da me capiscono l’importanza del sacrificio e del rispetto: tutto inizia dal basso, da piccoli passi, dalla quotidianità nel costruire una mente forte e pronta a fare la cosa giusta.
 
Questo magari non farà sparire i bulli dalle scuole, dal luogo di lavoro o dalle strade, ma noi cambieremo il nostro modo di agire, i nostri giovani avranno la forza di respingere, allarmare e denunciare un torto subito.
 
Lo sport ci dà autostima, il perdere peso per alcuni significa acquisizione di forza mentale e di vivere meglio con il proprio corpo. L’attività fisica aiuta a calmarci quando siamo troppo “euforici” e a tirare fuori un po' di sano “agonismo” quando magari siamo troppo timidi e introversi. 
Nel nostro Cantone si
sta già lavorando da anni per combattere il bullismo, un fenomeno in continua crescita. Il Sergente maggiore Giancarlo Piffero, con il suo staff, ha costituito un team di lavoro chiamato  “Gruppo Visione Giovani”. Ho partecipato a diverse serate organizzate da loro, e posso dire che oltre a sensibilizzare, lo sport è un canale fondamentale per arginare il bullismo.
 
Siamo abituati ad attendere che qualcuno faccia sempre qualcosa, i maestri, i genitori o le autorità, ma il bullismo viene fermato da ognuno di noi.
 
Il fenomeno del bullismo e tutti gli atti di violenza non vanno vissuti passivamente... filmare gli episodi di violenza e diffonderne le immagini rischia spesso di enfatizzare il fenomeno anziché aiutare a combatterlo. Bisogna farsi sentire, agire concretamente nella società, spiegare ai ragazzi e agli adulti che la violenza fine a se stessa danneggia piu' chi la compie che chi la subisce. Assistere in silenzio a questi fenomeni rende anche gli spettatori complici.
 
Una maggiore cultura dello sport aiuta ad indirizzare in maniera positiva le energie dei ragazzi in modo sano, dando loro dei valori che li accompagneranno per tutta la vita.
 
Roberto Ruby Belge

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