Ticino, 19 febbraio 2019

Giusto vietare le preghiere islamiche sulla pubblica via

No al “Ticinistan”! Il Mattino e la Lega appoggiano la petizione del Guastafeste

Non serve a nulla, come fa il rapporto di maggioranza sulla petizione del Guastafeste, “riconoscere il problema” ma poi decidere che, per intervenire, bisogna aspettare che i buoi siano usciti dalla stalla!
Nei prossimi giorni il Gran Consiglio dovrà esprimersi sulla petizione del Guastafeste Giorgio Ghiringhelli che chiede di creare una base legale per proibire le preghiere in pubblico “che contengono messaggi di odio e di discriminazione nei confronti di fedeli di altre religioni”. 

Le uniche preghiere di questo tipo sono quelle musulmane. Si tratta quindi di vietare le preghiere islamiche in strada. Obiettivo: evitare il moltiplicarsi di scene, come quelle immortalate in più occasioni anche in Ticino, di musulmani che stendono il loro tappetino in mezzo alla pubblica via per recitare orazioni rivolti alla Mecca. Altrove in Europa, specie in Francia, gruppi di centinaia di musulmani si mettono a pregare in piazza: questo crea problemi di ordine pubblico e minaccia la pace religiosa.

Avanzata islamista

Le preghiere in strada, analogamente all’edificazione di minareti, servono a promuovere l’avanzata islamista in Occidente e a marcare il territorio. Sono simboli di conquista e strumenti di proselitismo.
Inoltre queste orazioni veicolano messaggi discriminatori contro gli ebrei (“coloro contro i quali Allah è in collera”) e contro i cristiani (“coloro che vagano nell’errore”). Secondo l’esperto di diritto islamico dr Sami Aldeeb i contenuti violano la norma antirazzismo del codice penale svizzero (il famigerato articolo 261 bis).

Lega e Mattino approvano

Il Mattino sostiene la petizione Ghiringhelli. Idem l’ampia maggioranza del gruppo dleghista in Gran Consiglio. La Lega, che difende la nostra identità, le nostre tradizioni e le nostre radici cristiane, ha infatti promosso o appoggiato svariate iniziative volte a combattere l’islamizzazione della Svizzera. Questo sia a livello cantonale che federale. Islamizzazione che invece la partitocraziamultikulti sostiene e
favorisce: perché “dobbiamo aprirci”!

Disegno di conquista

I $ignori del triciclo, imbesuiti dal politikamente korretto, non si rendono conto del disegno di conquista islamista in atto: approfittare del buonismo-coglionismo, dell’ossessione che “non bisogna discriminare”, per guadagnare sempre più spazio e poi introdurre in casa nostra le leggi coraniche. Con l’aiuto, naturalmente, dei giudici stranieri della CEDU, la Corte europea dei diritti dell’Uomo. La CEDU nel 2003 aveva statuito che la sharia è incompatibile con i diritti umani. Nei mesi scorsi, però, ha compiuto una clamorosa inversione di rotta: si è inventata una sorta di diritto dei musulmani residenti in Europa di farsi giudicare non secondo le leggi del paese in cui vivono, ma secondo quelle del paese d’origine.

Involuzioni rovinose

Simili evoluzioni, anzi involuzioni, sono rovinose per la nostra società e per i nostri diritti fondamentali. Vanno quindi bloccate finché si è in tempo. Chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati non serve a nulla. Il divieto di burqa è stato plebiscitato dai ticinesi quando di donne col velo integrale in questo Cantone non se ne vedevano molte. Prima della votazione popolare, per mesi la partitocrazia multikulti e la stampa di regime hanno sbeffeggiato e denigrato la norma costituzionale antiburqa. Ma poi sono state asfaltate dalle urne. 

Qui la situazione è analoga. Anche questa volta, dobbiamo ostacolare l’avanzata islamista finché siamo in tempo, affermando con la massima decisione che la nostra non è terra di conquista: comportamenti contrari alle regole del nostro vivere insieme non vengono accettati. Per cui, delle due l’una: o ti adegui, o torni al natìo paesello. Ma che nessun migrante, in arrivo da “altre culture” incompatibili con la nostra, si sogni di imporci le sue leggi.

Non è discriminazione

La petizione Ghiringhelli non costituisce nemmeno una discriminazione dei musulmani. Discriminazione significa infatti trattare in modo diverso ciò che è uguale. Ma non esistono “uguali” alla preghiera pubblica degli islamisti. Le preghiere cristiane, ad esempio, non contengono incitazioni all’odio contro i credenti di fede diversa. Inoltre, i fedeli di tutte le altre religioni, ed anche i musulmani moderati, le loro preghiere non le recitano in piazza con modalità teatrali, bensì in privato o nei luoghi di culto preposti. Le processioni religiose cristiane necessitano di un’autorizzazione per utilizzo accresciuto del suolo pubblico.

Proselitismo

Le preghiere in strada dei musulmani radicali servono ad ostentare una presenza ed a fare proselitismo. Proselitismo che costituisce una minaccia per l’ordine pubblico. Proprio come la distribuzione in piazza del Corano, organizzata da associazioni salafite. Ed infatti la maggioranza del Consiglio nazionale ha approvato una mozione che chiede di vietarla. E il Dipartimento della sicurezza del Canton Zurigo (diretto da un socialista (!), non da un becero leghista, razzista ed islamofobo) ha invitato i Comuni a proibirla.

E poi: provateci voi ad andare a pregare in pubblico nei paesi musulmani e per di più trasmettendo messaggi offensivi nei confronti dell’islam, e vedete cosa vi succede…

Gli uregiatti…

Ci sono dunque tutti i motivi per approvare la petizione del Guastafeste e nessuno per respingerla.
Fa specie (?) che tra i contrari alla petizione figuri anche il PPD, ovvero il partito dal presunto referente cristiano che però non perde un’occasione che sia una per dimostrare di averlo rottamato e sostituito con il referente multikulti.

Lorenzo Quadri / MDD

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