Opinioni, 07 gennaio 2019

Lorenzo Quadri - Per gli automobilisti in arrivo tempi (ancora più) grami

L’anno nuovo porterà con sé importanti cambiamenti anche in quel di Berna. Dove la compagna Simonetta Sommaruga prenderà le redini del Dipartimento federale dei trasporti, dell’ambiente, dell’energia e delle telecomunicazioni, subentrando alla dimissionaria Doris Leuthard (PPD).
La notizia è ferale. Fortuna che il Ticino ha fatto a tempo a “portare a casa” il secondo traforo autostradale del Gottardo, altrimenti per il nostro Cantone sarebbero guai seri.
Non serve essere il Mago Otelma per prevedere che l’arrivo di un’esponente del PSS al Dipartimento “ex Doris” sarà una catastrofe per gli automobilisti.

Solo due cifre: a fine 2015 i costi delle colonne sulle strade svizzere sono stati stimati in quasi 2 miliardi di Fr. E nel 2017 le ore di coda sono salite a 26mila all’anno. Cifre allarmanti, che indicano come gli investimenti nell’infrastruttura stradale siano stati trascurati nel corso degli anni. Ciò a seguito del ben noto “pensiero unico” politicamente corretto che incasella le strade – e le macchine e gli automobilisti – tra i cattivi da criminalizzare e combattere.

E’ evidente che, con ai Trasporti una portatrice di quell’ideologia rossoverde che odia le auto (degli altri) e che ha dichiarato da tempo la jihad agli automobilisti, per questi ultimi si prospettano tempi grami. Sarà il tripudio delle tasse, dei balzelli, delle tariffe alle stelle, delle vessazioni e della criminalizzazione. Ricordiamo infatti che la sinistra sogna, tanto per dirne una, di introdurre nella nuova Legge sul CO2 (temporaneamente affossata dal Consiglio nazionale nella sessione invernale, ma che verrà ben presto resuscitata dagli Stati) un’ “ecotassa” di addirittura 20 centesimi al litro sul prezzo della benzina. I milionari potranno anche infischiarsene. Per contro, chi fa fatica a tirare a fine mese, ma ha necessità di usare l’auto per recarsi al lavoro – non per il piacere perverso di andare in giro ad inquinare, come sembra credere qualcuno –, magari perché vive in zone discoste, non potrà fare altro che pagare di più e trovarsi con il borsellino sempre più vuoto. L’ecotassa sulla benzina non toglierà una sola auto dalle strade; per contro, toglierà tanti franchetti da borselli sempre più smilzi. Senza che l’ambiente ne tragga beneficio.

Risorgeranno poi di prepotenza le altre misure vessatorie contro la mobilità individuale che da tempo covano sotto le ceneri, come il road-pricing, il mobility-pricing, e le altre boiate-pricing inventate da quei politicanti e (troppi) burocrati di una certa corrente politica che, ad un problema, immancabilmente rispondono con l’invenzione di una nuova tassa a danno dei consumatori. Va da sé che le associazioni consumeriste al proposito non faranno un “cip”, essendo ormai ridotte a delle succursali di quel PSS che con particolare zelo promuove l’accanimento contro i consumatori-automobilisti. La Francia dei gilet gialli evidentemente appartiene ad un altro mondo…  meglio non pensare, poi, a cosa riserverà il futuro a chi dovesse avere ancora un riscaldamento a nafta.

E’ anche il caso di ricordare che, grazie all’immigrazione incontrollata ed alla politica del “devono entrare tutti” che tanto piace alla nuova direttrice del DATEC (ne ha dato numerose dimostrazioni nel suo ruolo precedente, con la gestione del dossier asilo) in Svizzera dal 2007 sono immigrate quasi un milione di persone. Che necessitano di spostarsi, oltre che di abitare. Quindi, se si spalancano le frontiere, poi è inutile lamentarsi delle troppe auto e della cementificazione. Non si può promuovere l’immigrazione incontrollata (perché “bisogna essere aperti e multiculturali”) senza però investire nelle infrastrutture; strade comprese.

La devastazione provocata dall’assalto dei frontalieri (raddoppiati nel giro di pochi anni) alla viabilità ticinese, specie da Lugano in giù, è lì da vedere tutti i giorni. Ma al proposito la nuova ministra dei Trasporti non proporrà, è chiaro, alcuna misura correttiva, se non a danno degli svizzeri. Altrimenti sarebbe “discriminazione”. E poi : la sacra libera circolazione delle persone non si tocca, cascasse il mondo! E cosa faremmo se Bruxelles dovesse decidere di bacchettarci? E  questo malgrado il promesso regalo da 1.3 miliardi di Fr, che dovremmo versare  solo e soltanto “per oliare”, come ci è stato spiegato da esponenti di punta del PPD e del PLR? 

E sui TIR UE in transito parassitario attraverso la Svizzera? Ricordiamo che il predecessore socialista di Sommaruga al DATEC, Moritz Leuenberger, “negoziò” (?) con Bruxelles una tassa sul traffico pesante da saldi di fine stagione per i “bisonti” comunitari. Grazie ad essa il nostro Paese è diventato, per questi automezzi, un corridoio di transito a basso costo.  La nuova ministra dei Trasporti interverrà? Certo che no! Molto più semplice e pratico rendere la vita impossibile agli automobilisti elvetici. Magari mentre nel contempo ci si sciacqua la bocca con la “tutela dell’ambiente”.

Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi

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