La sfida si è aperta subito a gran ritmo, col Lugano capace di crearsi la prima grande occasione con Hofmann, poco freddo e glaciale solo davanti a Conz. E così, come spesso accade nello sport, dopo il gol sbagliato arriva il gol subìto: Guerra dalla blu ha fulminato Merzlikins (4’), forse coperto e impossibilitato a reagire. Incassata la rete, i bianconeri hanno traballato anche dal punto di vista emotivo e mentale, rischiando tantissimo anche con l’uomo in più, ma sono stati bravi a restare attaccati al match, anche grazie al palo colpito da Kostner. Come abitudine, anche gli animi si sono surriscaldati e le penalità sono fioccate, ma nessuna delle due compagini è riuscita a fare breccia fino alla prima pausa.
Il filo conduttore della sfida, col Lugano a faticare e a soffrire e con l’Ambrì a fare gioco, è continuato fino al 31’, ovvero fino alla rete quasi improvvisa di Hofmann in powerplay che non solo ha impattato il risultato, ma ha ridato vita ai bianconeri che hanno provato insistentemente a cercare il vantaggio, senza però fare centro. Così con la sfida in totale equilibrio, sia sul tabellone che come qualità di gioco, si è giunti alla seconda pausa, preceduta da un gol di Zwerger, annullato per ostruzione sul portiere.
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Con i ritmi non esattamente alti, per usare un eufemismo, e dopo una traversa centrata da Walker, sono stati nuovamente i padroni di casa a mettere il naso avanti con Bianchi (47’), sfruttando un sanguinoso quanto banale disco perso in zona difensiva dagli ospiti, caduti nuovamente nei soliti errori e nei soliti fantasmi. La rete subita, questa volta, ha dato una scossa ai ragazzi di Ireland che hanno provato a spingersi in avanti, non riuscendo però a cavare un ragno dal buco, porgendo anzi il fianco alle ripartenze dei leventinesi che, di conseguenza, hanno chiuso l’incontro con Zwerger (59’), abile a mettere a sedere Merzlikins, prima di depositare in rete il disco, facendo esplodere la Valascia.
Continua quindi la legge casalinga nei derby del Ticino, con entrambe le formazioni capaci di imporsi tra le mura amiche in due occasioni. Per l’Ambrì questo è un successo meritato e importante, sinonimo di settimo posto, mentre il Lugano ha da interrogarsi, non solo sul decimo posto in graduatoria, ma sull’atteggiamento e sul fattore mentale, specie quando gioca lontano dalla Cornèr Arena.
AMBRÌ-LUGANO 3-1 (1-0; 0-1; 2-0)
Reti: 3’18 Guerra (Kostner) 1-0; 30’34 Hofmann (Sannitz, Fazzini/5c4) 1-1; 46’55 Bianchi (Trisconi) 2-1; 58’09 Zwerger 3-1.
AMBRÌ: Conz; Dotti, Plastino; Lerg, Novotny, Hofer; Guerra, Fischer; Kubalik, Müller, Zwerger; Pinana, Ngoy; Bianchi, Kostner, Trisconi; Kienzle, Mazzolini; Lauper, Goi, Kneubuehler.
LUGANO: Merzlikins; Chorney, Chiesa; Hofmann, Lajunen, Lapierre; Vauclair, Loeffel; Jörg, Sannitz, Walker; Wellinger, Ulmer; Klasen, Morini, Bürgler; Riva, Reuille; Bertaggia, Romanenghi, Fazzini.
Penalità: 5x2’ Ambrì +10’ Guerra; 5x2’ Lugano.
Note: Valascia, 6’500 spettatori.
Continua quindi la legge casalinga nei derby del Ticino, con entrambe le formazioni capaci di imporsi tra le mura amiche in due occasioni. Per l’Ambrì questo è un successo meritato e importante, sinonimo di settimo posto, mentre il Lugano ha da interrogarsi, non solo sul decimo posto in graduatoria, ma sull’atteggiamento e sul fattore mentale, specie quando gioca lontano dalla Cornèr Arena.
AMBRÌ-LUGANO 3-1 (1-0; 0-1; 2-0)
Reti: 3’18 Guerra (Kostner) 1-0; 30’34 Hofmann (Sannitz, Fazzini/5c4) 1-1; 46’55 Bianchi (Trisconi) 2-1; 58’09 Zwerger 3-1.
AMBRÌ: Conz; Dotti, Plastino; Lerg, Novotny, Hofer; Guerra, Fischer; Kubalik, Müller, Zwerger; Pinana, Ngoy; Bianchi, Kostner, Trisconi; Kienzle, Mazzolini; Lauper, Goi, Kneubuehler.
LUGANO: Merzlikins; Chorney, Chiesa; Hofmann, Lajunen, Lapierre; Vauclair, Loeffel; Jörg, Sannitz, Walker; Wellinger, Ulmer; Klasen, Morini, Bürgler; Riva, Reuille; Bertaggia, Romanenghi, Fazzini.
Penalità: 5x2’ Ambrì +10’ Guerra; 5x2’ Lugano.
Note: Valascia, 6’500 spettatori.
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