Sport, 29 settembre 2018

Chiesa gongola ma non si nasconde: “Devo lavorare, ma che emozioni tornare in pista!”

Il capitano del Lugano venerdì è tornato a difendere i colori bianconeri a quasi 7 mesi di distanza dalla bruttissima serata di Davos: “Sono rientrato e voglio restare qui”

LUGANO – Sono ormai passati quasi 7 mesi da quella brutta serata del 3 marzo, in cui il Lugano perse in un colpo solo Chiesa, Brunner e Bürgler. Tre assenze pesanti, tre mancanze che alla lunga nei playoff, purtroppo, si sono fatte sentire. Chissà in quanti, durante la finale con i Lions si saranno domandati: “Chissà con quei tre come sarebbe andata?”. Ebbene, il passato ormai non si può più cambiare, mentre il futuro è tutto da scrivere: se Bürgler è già tornato a giocare durante l’estate e Brunner è migrato verso Bienne, ieri sera è stata la serata di Alessandro Chiesa. Il capitano, dopo aver indossato la maglia dei Rockets martedì, venerdì è tornato a indossare quella bianconera con tanto di “C” sul petto.

“Non vedevo l’ora di tornare, ho avuto delle belle sensazioni e tornare con una vittoria era proprio ciò che ci voleva – ha esordito il numero 27 – Ovviamente non sono al 100%, la condizione arriverà giocando, partita dopo partita: contro il Losanna, specie all’inizio, ero un po’ contratto”.

Fisicamente davanti al vostro slot hai già dato prova di essere sempre il solito grintoso Chiesa…
Dal punto di vista della forza fisica sto bene, sotto quell’aspetto ho lavorato intensamente e si vedono i risultati. È vero, ero sul ghiaccio anche durante il loro forcing finale, ma so che mancano ancora i timing giusti…

Pensi che potrai ancora tornare a Biasca per qualche partita per ritrovare la condizione?
Quello mi sa che dovete chiederlo agli allenatori (ride, ndr). A parte gli scherzi, non posso che ringraziare i Rockets per avermi dato la possibilità di giocare: è stato un passo intermedio importante. Ora però vorrei continuare qui…

Losanna è alle spalle. Se guardi avanti, si inizia a intravvedere il derby di martedì…
La cosa buona del derby è che si prepara da sola, sembrerà una frase fatta ma è davvero una partita a sé. Dovremo essere bravi a impostare il match come lo vogliamo noi, cercando di essere furbi per sfruttare ogni occasione.

Parlando sempre di derby, anche quest’anno le due squadre si sono presentate ai nastri di partenza con due capitani ticinesi: Chiesa e Bianchi. È anche un modo per rendere il derby ancora più rossoblù?
Sinceramente sono contento per Elias perché lo conosco. Penso sia il giocatore giusto per ricoprire questo ruolo, ma l’importante che il capitano venga scelto dalla squadra, poi se è ticinese o meno poco conta.

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