Ticino, 16 agosto 2018

Zali: “Ridiamo dignità ai nostri corsi d’acqua”

Il Governo su indicazione del Dipartimento del territorio ha dato luce verde al risanamento dei fiumi influenzati dai prelievi

Negli scorsi giorni il Consiglio di Stato, su indicazione del Dipartimento del territorio, ha licenziato il messaggio sul “risanamento dei corsi d’acqua influenzati da prelievi” che obbligherà le centrali idroelettriche a lasciare più acqua nei fiumi.

Una decisione storica, che arriva a trent’anni dai primi correttivi legati ai deflussi minimi, visto che gli attuali livelli non sono in grado di garantire le condizioni ambientali minime per la salvaguardia di habitat e golene.

I nuovi livelli minimi previsti con le decisioni di risanamento, interessano il fiume Ticino a Rodi e Lavorgo, il Brenno a Olivone, e la Maggia a Bignasco Cambleo, San Carlo e Melezza. Una scelta che influenzerà la produzione
di energia idroelettrica, che verrà così ridotta del 4% circa. Questa perdita però sarà totalmente indennizzata e assunta al 65% dalla Confederazione.

“Consideratelo un atto di riconciliazione con il nostro ecosistema” commenta il ministro leghista Claudio Zali. “Per quanto il problema fosse manifesto, il percorso per arrivare ad oggi è stato lunghissimo. Il Consiglio di Stato ritiene così di aver recepito le legittime aspettative di chi rivendica da decenni una maggiore dignità dei maggiori corsi d’acqua del nostro Cantone, trovando un equo compromesso tra produzione di energia idroelettrica e tutela della natura e del paesaggio” conclude il direttore del Dipartimento del territorio.

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