Sport, 08 agosto 2018

Kostner: “L’ambiente di Ambrì ha stupito i nuovi arrivati”

L’attaccante leventinese ci ha raccontato alcuni aspetti interessanti della prestagione dei biancoblù. “Zwerger miglior giovane dello scorso campionato? Noi svizzeri dobbiamo fare il nostro, non possiamo dipendere dagli stranieri”

AMBRÌ – A piccoli ma inesorabili passi l’inizio della stagione hockeistica dell’Ambrì-Piotta si sta avvicinando. La squadra è tornata ad allenarsi sul ghiaccio, settimana scorsa c’è stata la presentazione ai tifosi, sul mercato i biancoblù si sono mossi in maniera intelligente e positiva (nonostante l’addio di Fora), e l’11 agosto si terrà la prima amichevole contro i Rockets a Biasca. La prima partita ufficiale, invece, si disputerà a metà settembre, quando Diego Kostner e compagni se la vedranno col Turgovia.

“Siamo tornati sul ghiaccio pochi giorni fa, ma più che altro per ritrovare le giuste sensazioni, per provare anche il materiale nuovo – ha esordito proprio il giovane attaccante – Da lunedì invece le cose si sono fatte serie: davanti a noi abbiamo tre settimane intense, con doppi allenamenti, prima di avere ancora qualche giorno libero”.

La preparazione estiva è fondamentale in vista della stagione, ma forse agosto è il mese più importante…
Il nostro lavoro di preparazione è stato lungo, circa 12 settimane! Io poi ho disputato il Mondiale, ho fatto un po’ di vacanza, ma poi mi sono riunito al gruppo per lavorare intensamente. Ma è innegabile che, dopo tanta palestra e condizione fisica, tornare a lavorare sul ghiaccio è fondamentale: ecco perché agosto è da sempre il mese che meglio ti prepara alla stagione.

Gli stranieri sono tornati, i nuovi acquisti sono arrivati: ora potete lavorare in maniera precisa…
È esattamente così e posso dirvi che tutti si stanno integrando molto bene. Ambrì, sia per la pista, sia per il fatto di rappresentare un piccolo paese e un’intera Valle – oltre che gran parte del Cantone – è un qualcosa di particolare e chiaramente l’impatto iniziale è diverso rispetto a qualsiasi altro luogo in cui hai giocato. Abbiamo potuto già tastare il polso dei nostri tifosi durante la presentazione e anche i nuovi (alcuni li conoscevo già come Kienzle e Manzato) hanno potuto capire cosa significa giocare qui e indossare questi colori.

Tu arrivi da una gran campionato anche dal punto di vista realizzativo. Potete inoltre contare sull’apporto di Zwerger (austriaco ma con licenza svizzera) che è stato premiato come “Miglior giovane della stagione 2017/18”. Insomma… non siete messi così male dal punto di vista degli svizzeri…
Se pensassimo di dover dipendere solo dagli stranieri, allora la stagione si complicherebbe subito. È chiaro, gli stranieri sono importanti, possono e devono fare la differenza, ci possono e ci devono aiutare, ma noi svizzeri dobbiamo metterci del nostro.

Nel fine settimana appena trascorso avete svolto un lavoro di team building. Come è andata?
Sì, abbiamo trascorso un paio di giorni tutti assieme. Abbiamo vissuto sempre uno a contatto dell’altro: è stata una cosa positiva, perché in questo modo cementifichi molto bene il gruppo.

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