Opinioni, 05 luglio 2018

Licenziamenti Swisscom, quanti posti salteranno in Ticino?

Il deputato in Gran Consiglio della Lega dei Ticinesi Felice Campana interroga il Governo sui licenziamenti annunciati da Swisscom

È notizia degli scorsi mesi che Swisscom nel corso del 2018 dovrebbe tagliare 770 posti di lavoro in tutta la Svizzera. La maggior parte di questi impieghi verranno esternalizzati a ditte partner e fornitori che impiegano personale temporaneo con condizioni salariali inferiori. Da questo ultimo taglio, sarebbero toccate principalmente persone con più di 50 anni d’età, con tutte le conseguenze economiche e sociali che ciò comporta. Le giustificazioni del colosso telefonico a questa decisione sono sempre le stesse: dover crescere dal lato finanziario, creando profitto e seguendo le nuove esigenze del mercato, dato che nel 2017 l’utile è diminuito. E il taglio di posti di lavoro, toccherà anche la Svizzera italiana, come confermato ai media dal portavoce regionale dell’azienda. Tuttavia per il momento Swisscom non è in grado di quantificare l’impatto a livello locale. Bisogna però ricordare che negli scorsi anni gran parte degli impieghi dell’azienda telefonica presenti in Ticino sono andati lentamente sparendo. Questo dimostra che il colosso svizzero dimentica le particolarità regionali - da sempre fiore all’occhiello della Confederazione –  e così facendo spingerà i propri piani di riduzione verso quelle zone dove ci sono meno legami, ovvero il Ticino. Una decisione incomprensibile che verrà intrapresa a scapito
della qualità e della prossimità al cliente, nonostante Swisscom a più riprese abbia sottolineato di voler mantenere una posizione strategica nel nostro Cantone.

Ciò premesso, l’interrogante chiede al lodevole Consiglio di Stato quanto segue:

    1. Il Consiglio di Stato è a conoscenza del piano di ristrutturazione nazionale di Swisscom?

    2. Corrisponde al vero che Swisscom intende esternalizzare lavori a ditte partner o fornitori piuttosto che mantenere le proprie capacità interne?

    3. Quanti posti di lavoro verranno esternalizzati in Ticino, e quanti lavoratori residenti perderanno il proprio posto di lavoro?

    4. Il Consiglio di Stato ha intavolato delle trattative con Swisscom per salvare almeno una parte di questi posti di lavoro? Se no, il Consiglio di Stato non ritiene di dover intervenire per difendere i lavoratori residenti in Ticino?

    5. Il Consiglio di Stato non è preoccupato da questa situazione che inevitabilmente andrà a colpire maggiormente il Ticino ed in particolare come già avvenuto in altre aziende, impiegati ultracinquantenni che faranno fatica ad essere ricollocati nel mondo del lavoro?



Felice Campana, Lega dei Ticinesi

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