Il rincaro dei carburanti torna al centro del dibattito politico cantonale. Con una mozione presentata il 19 settembre per il Gruppo Lega dei Ticinesi, Daniele Piccaluga chiede al Consiglio di Stato un pacchetto urgente di misure fiscali ed economiche a tutela delle economie domestiche e delle piccole e medie imprese.
Per il deputato e coordinatore, in Ticino l’automobile non è un lusso, ma spesso una necessità. Serve per raggiungere il posto di lavoro, accompagnare i figli, accedere ai servizi essenziali e spostarsi dalle regioni periferiche verso i centri. A pagare più duramente il rincaro sono in particolare i lavoratori a turni e chi vive in zone dove il trasporto pubblico non rappresenta una vera alternativa.
La pressione colpisce anche le aziende. Artigiani, trasportatori, commercianti, servizi di consegna e altre attività presenti sul territorio dipendono ogni giorno dai propri veicoli. L’aumento del prezzo di benzina e diesel riduce i margini e rischia di trasferirsi direttamente sui prezzi di beni e servizi.
La mozione chiede innanzitutto di adeguare le deduzioni fiscali cantonali per le spese professionali di trasporto, tenendo maggiormente conto dei costi effettivi sostenuti da chi è obbligato a usare il veicolo privato. Per i lavoratori a reddito medio-basso viene inoltre proposta, almeno temporaneamente, una deduzione supplementare oppure un credito fiscale mirato.
Sul fronte delle PMI, Piccaluga domanda misure fiscali o contributi destinati alle categorie maggiormente esposte. Tra le ipotesi figura anche una riduzione temporanea e selettiva dell’imposta di circolazione per determinate categorie professionali, con criteri precisi per evitare agevolazioni indiscriminate.
Il testo propone inoltre incentivi semplici, accessibili anche alle piccole imprese, per rinnovare i veicoli aziendali e adottare soluzioni capaci di diminuire stabilmente i consumi, senza introdurre nuovi obblighi burocratici. Al Consiglio di Stato viene chiesto anche un monitoraggio regolare e trasparente dei prezzi praticati in Ticino, con un confronto con gli altri Cantoni e con le regioni italiane confinanti.
Una parte decisiva della partita si gioca però a Berna, poiché la fiscalità sui carburanti è principalmente di competenza federale. La mozione invita quindi il Cantone a intervenire presso la Confederazione, anche attraverso un’iniziativa cantonale o un’azione coordinata con altri Cantoni, affinché in caso di aumenti eccezionali gli oneri fiscali federali vengano temporaneamente ridotti o compensati.
«La mobilità necessaria per lavorare, produrre e vivere nelle regioni periferiche non può trasformarsi in una tassa indiretta sempre più pesante», conclude la mozione.










