Le finanze dell'assicurazione invalidità (AI) peggiorano anno dopo anno, ciò che ha spinto il Consiglio federale a lanciare una riforma che prevede, fra le altre cose, un prelievo sui salari. Questa «riforma dell'integrazione» mira a favorire il mantenimento, l'inserimento o il reinserimento degli assicurati nel mercato del lavoro e prevede anche un aumento dei contributi salariali pari a 0,2 punti percentuali.
La situazione dell'AI è sempre più difficile per diversi motivi. Il numero di persone che percepiscono una rendita di invalidità è aumentato in modo considerevole negli ultimi anni. Le cause sono molteplici e il fenomeno riguarda tutte le fasce d'età, entrambi i sessi e svariate tipologie di invalidità. I giovani tra i 18 e i 24 anni sono particolarmente colpiti, soprattutto a causa di un incremento dei disturbi psichici.
Per la maggior parte di loro, un ritorno alla vita attiva o un futuro inserimento nel mondo del lavoro appaiono fortemente compromessi e, di conseguenza, avranno bisogno di una rendita dell'assicurazione invalidità (AI) per un periodo molto lungo. La riforma, posta in consultazione mercoledì, mira a sostenere e accompagnare più da vicino questi giovani adulti. La nuova prestazione di integrazione ha lo scopo di rafforzare la loro riabilitazione professionale ed evitare una dipendenza prematura dall'AI. Essa comprenderà un'indennità in denaro e un accompagnamento personalizzato, rivolto sia ai giovani assicurati che al loro contesto di riferimento, per aiutarli a gestire meglio le sfide legate alla malattia.
La riforma prevede inoltre di migliorare l'accesso alla formazione iniziale e continua finanziata dall'AI, al fine di offrire un sostegno più efficace ai giovani, alle persone con scarse qualifiche e a chi percepisce un reddito basso, categorie che, attualmente, soddisfano solo con difficoltà i criteri necessari per una riqualificazione professionale.
Come detto, l'aumento dei beneficiari ha portato a un deterioramento continuo dei conti dell'assicurazione sociale. Nel 2025, il disavanzo di ripartizione ha superato i 200 milioni di franchi e, entro il 2030, potrebbe raggiungere i 600 milioni. A ciò si aggiungono circa 200 milioni di franchi di interessi dovuti all'AVS (assicurazione vecchiaia e superstiti).
Il Consiglio federale propone pertanto diverse misure per ridurre le uscite di circa 150 milioni nel 2030 e di circa 400 milioni nel 2040. Tra queste figura l’innalzamento, dal 70% all’80%, della soglia del grado di invalidità che dà diritto a una rendita intera. L’indennità giornaliera per le persone senza obblighi di mantenimento sarà ridotta e allineata a quella dell’assicurazione contro la disoccupazione (AD).
Tuttavia, tali risparmi non saranno sufficienti a stabilizzare in modo duraturo le finanze dell’AI e a garantire i fondi necessari al suo funzionamento. Un aumento dell’aliquota contributiva di 0,2 punti percentuali comporterebbe, nel 2030, entrate supplementari pari a quasi 980 milioni di franchi.
L’aliquota contributiva all’AI sarà aumentata di 0,05 punti percentuali nel periodo tra il 2030 e il 2039. Poiché, nello stesso arco di tempo, l’aliquota contributiva al regime delle indennità per perdita di guadagno (IPG) sarà ridotta nella stessa misura, il volume complessivo dei contributi versati alle tre assicurazioni sociali, AVS, AI e IPG, rimarrà invariato, così come l’onere a carico degli assicurati e dei datori di lavoro.
Sempre in questo periodo, verrà applicato un contributo supplementare di 0,6 punti percentuali sui redditi superiori a 181'440 franchi, cifra corrispondente a sei volte la rendita annua massima. Tale contributo supplementare si applicherà esclusivamente alla quota di salario che eccede tale soglia. Le entrate supplementari temporanee sono stimate in circa 530 milioni di franchi all’anno.
Nel comunicato stampa in cui presenta questa riforma, il Consiglio federale dice che prevede misure definitive sul fronte delle entrate, volte a eliminare il disavanzo strutturale dell’AI. Inoltre, una parte del gettito dell’imposta sulle case da gioco sarà destinata all’AI. La consultazione durerà fino al 4 febbraio 2027.









