La Svizzera compie 735 anni, ma davanti a sé ha battaglie decisive per difendere libertà, indipendenza e sovranità. È il messaggio lanciato da Lorenzo Quadri nel suo intervento del Primo agosto davanti alle amiche e agli amici della Lega dei Ticinesi.
Quadri ha paragonato la Confederazione a «un albero secolare», cresciuto lentamente e rimasto saldo grazie a radici profonde: «Libertà, indipendenza, federalismo, neutralità e democrazia diretta». Radici che, secondo il consigliere nazionale leghista, oggi vengono minacciate da chi vuole avvicinare sempre di più la Svizzera alle strutture politiche e giuridiche dell’Unione europea.
Il bersaglio principale è il pacchetto di accordi con Bruxelles, definito senza mezzi termini «accordo di sottomissione all’UE». Secondo Quadri, l’etichetta “Bilaterali III” servirebbe soltanto a rendere più presentabile un trattato che imporrebbe alla Svizzera la ripresa del diritto europeo, il peso della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’UE e nuovi contributi finanziari.
«Diventeremmo il bancomat di Bruxelles», ha avvertito. Da qui la richiesta che la futura votazione sul pacchetto si tenga con la doppia maggioranza di Popolo e Cantoni. Una maggioranza semplice, ha sostenuto Quadri, darebbe un peso eccessivo alle grandi città rossoverdi ed eurofile, riducendo quello dei Cantoni e delle regioni periferiche.
Nel mirino anche il recepimento parziale della direttiva europea sulla cittadinanza. Per Quadri, le nuove regole renderebbero più difficile espellere cittadini dell’UE condannati e allargherebbero ulteriormente il ricongiungimento familiare. Il rischio denunciato è quello di nuove catene migratorie con costi scaricati sulla popolazione svizzera.
Il calendario politico presenta però altre scadenze. Il 27 settembre il Popolo sarà chiamato a votare sull’iniziativa per la neutralità, che vuole iscrivere nella Costituzione una neutralità permanente, armata e più restrittiva. Quadri la considera uno strumento necessario anche per fermare il progressivo avvicinamento della Svizzera alla NATO.
Sul tavolo c’è inoltre l’iniziativa Bussola, che chiede il referendum obbligatorio per i trattati internazionali contenenti disposizioni importanti e quindi la doppia maggioranza di Popolo e Cantoni. Una regola che, per Quadri, deve valere soprattutto quando Berna accetta di riprendere diritto estero.
A questa battaglia si aggiunge quella per la protezione delle frontiere. L’obiettivo indicato è il ritorno a controlli sistematici, per contrastare immigrazione illegale e criminalità transfrontaliera. Quadri ha inoltre ribadito la necessità di impedire che corti internazionali e giudici stranieri assumano un potere crescente sulle decisioni democratiche della Svizzera.
La critica riguarda anzitutto la Corte europea dei diritti dell’uomo, accusata di andare oltre l’applicazione del diritto e di fare politica attraverso sentenze ideologiche. «Se li lasciamo fare, sostituiranno la nostra democrazia diretta con uno Stato dei giudici. E per di più, giudici stranieri», ha affermato.
Lo stesso problema si riproporrebbe con la Corte di giustizia dell’Unione europea. Quadri ha ricordato che persino all’interno del Parlamento europeo è stato aperto un confronto sul ruolo politico assunto dalla Corte e sull’espansione delle sue competenze. La domanda posta è diretta: perché la Svizzera dovrebbe consegnare volontariamente parte della propria sovranità a un’istituzione contestata perfino nell’UE?
L’intervento ha poi affrontato il tema delle finanze federali. «Ci ripetono continuamente che bisogna risparmiare. Che non ci sono soldi. Ma intanto miliardi per gli altri si trovano sempre», ha attaccato Quadri, citando i costi dell’asilo, gli aiuti destinati all’Ucraina e i nuovi impegni finanziari previsti fino al 2036.
Il contrasto, secondo il consigliere nazionale, è evidente: quando si tratta di finanziare la tredicesima AVS o altre necessità interne, Berna propone aumenti dell’IVA e dei prelievi salariali; quando invece i fondi sono destinati all’estero, le risorse vengono trovate senza esitazioni. «Per gli altri i soldi ci sono sempre. Per noi, mai».
Nella parte finale Quadri si è rivolto direttamente al movimento, segnato da settimane difficili. L’invito è stato quello di superare lo shock, respingere le campagne contro la Lega e non cadere nelle divisioni interne alimentate dagli avversari politici e mediatici.
«Non dobbiamo fare il gioco di chi vuole denigrare e mettere zizzania al nostro interno», ha detto. Per Quadri, l’obiettivo degli avversari è dividere l’area politica di destra per favorire PLR e sinistra. La risposta deve essere una Lega compatta, pronta a difendere la sovranità svizzera e a ripartire.
La conclusione è stata affidata a un richiamo identitario netto: «Buon Primo Agosto! Viva la Svizzera! E viva la Lega!».







