Opinioni, 17 settembre 2026

Neutralità fa rima con prosperità

La neutralità della Svizzera non è una questione di destra o di sinistra. E non è nemmeno una formula da adattare alle situazioni contingenti. Il prossimo 27 settembre, con l’iniziativa sulla neutralità, i cittadini saranno chiamati a decidere quale dovrà essere la linea del futuro: la neutralità permanente e armata, che ha contribuito a rendere il nostro Paese prospero, sicuro e aperto al mondo, deve continuare a esistere?

Gli oppositori più esagitati dell’iniziativa sono quelli che vorrebbero dissolvere la Svizzera nell’Unione europea. Non è un caso. La neutralità rappresenta un ostacolo sulla strada della sottomissione all’UE. Perché la neutralità è uno dei pilastri del modello svizzero, assieme alla democrazia diretta, al federalismo, all’indipendenza e al principio di milizia. Grazie alla neutralità, la Svizzera è diventata una piattaforma privilegiata per il dialogo e la mediazione internazionale. Anche sul piano economico, la neutralità ci permette di diversificare le relazioni e di renderci, di conseguenza, meno ricattabili. Per noi diversificare è una priorità. Dobbiamo ridurre la dipendenza dall’UE.
 


 

La neutralità, però, per essere credibile, deve essere coerente. Non può funzionare a geometria variabile, applicata quando fa comodo e accantonata quando arrivano pressioni dall’estero. Non è una via comoda: richiede schiena dritta e capacità di resistenza.

Proprio per questo, è assurda l’accusa secondo cui neutralità significherebbe isolamento. È vero il contrario: il nostro è uno dei Paesi più aperti al mondo. La neutralità ci consente di parlare (e di relazionarci economicamente) con tutti, di mediare e di svolgere un ruolo che una Svizzera schierata perderebbe inevitabilmente.

Il 27 settembre decideremo se vogliamo continuare a determinare in autonomia la nostra politica di sicurezza, oppure se intendiamo delegare tutto a Bruxelles e alla NATO.

Neutralità, sovranità e indipendenza vanno di pari passo. Rinunciare alla prima significa mettere in discussione anche le altre due.

Per questo il 27 settembre serve un Sì all’iniziativa sulla neutralità**.**

Lorenzo Quadri

Consigliere nazionale

Lega dei Ticinesi

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