Christoph Blocher tiene molto all'iniziativa sulla neutralità, testo su cui il prossimo 27 settembre il popolo svizzero per decidere o meno se sancire nella Costituzione una neutralità piu rigida. Ma a differenza del suo ex presidente, il suo partito, l'UDC, non sembra particolarmente coinvolto in questa campagna.
L'UDC intende concentrare i propri sforzi soprattutto sull'opposizione ai nuovi trattati con l'Unione Europea e si prevede che dedicherà solo risorse limitate, sia umane che finanziarie, alla campagna a favore dell'iniziativa sulla neutralità. Anche il materiale della campagna riflette questa relativa distanza dai codici tradizionali del partito. Il manifesto mostra una colomba della pace con un ramoscello d'ulivo nel becco, accompagnata da uno slogan minimalista: "Kein Krieg" ("Niente guerra").
Eppure il messaggio non è nuovo. La frase "Niente guerra" viene usata da decenni nelle manifestazioni contro la guerra. Christoph Blocher è forse diventato improvvisamente un pacifista a 85 anni? La spiegazione più probabile è che stia cercando di sfruttare il movimento pacifista per ampliare il suo consenso e raccogliere quante più persone possibile a sostegno della sua iniziativa.
I primi risultati non sono affatto favorevoli ai promotori dell'iniziativa. Secondo un sondaggio condotto a giugno dall'Istituto Leewas, solo il 34% degli intervistati appoggia l'iniziativa, una percentuale di poco superiore a quella dell'elettorato dell'UDC. Il rischio di una sonora sconfitta si fa quindi sempre più concreto per il politico zurighese, che potrebbe subire una battuta d'arresto ancora più significativa di quella subita dal suo partito nel voto sulla riduzione del canone radiotelevisivo.
Resta da vedere se l'iniziativa riuscirà a mobilitare una parte della sinistra. Sebbene il nome di Christoph Blocher possa rimanere un deterrente per questo elettorato, la campagna non sembra destinata al fallimento. Oltre al comitato ufficiale dell'iniziativa, che comprende l'ex presidente della FIFA Sepp Blatter e l'avvocato Valentin Landmann, i simpatizzanti di sinistra si sono mobilitati creando una propria struttura, il "Comitato pacifista e internazionalista per la neutralità". Questo gruppo include il co-presidente del Partito dei lavoratori, il segretario generale del Partito Comunista Svizzero e un rappresentante dell'Associazione Svizzera-Cuba.
L'iniziativa di Blocher potrebbe trovare sostegno tra quegli attivisti che rimangono fedeli alle posizioni post-Guerra Fredda che si oppone chiaramente alla NATO e propone di vietare alla Svizzera di aderire a un'alleanza militare, un punto che probabilmente farà presa su coloro che tradizionalmente sono ostili all'Alleanza Atlantica.
Il testo potrebbe raccogliere consensi anche tra coloro che attualmente criticano le sanzioni contro la Russia. Alcuni ritengono inoltre che la NATO abbia una certa responsabilità nello scoppio del conflitto in Ucraina e si rifiutano di attribuire tutta la colpa a Vladimir Putin. Altri denunciano le sanzioni, che considerano parte di una "logica di guerra" dalla quale la Svizzera deve emanciparsi. Se l'iniziativa di neutralità fosse stata in vigore nel 2022, la Svizzera non avrebbe potuto sostenere le sanzioni imposte contro la Russia.






