Ticino, 03 luglio 2026

Addio a Mario Pesciallo, lo “spirito libero” della Leventina

Il 64enne è morto in un incidente venerdì 26 giugno sull’A2. Il cordoglio anche della sezione Lega dei Ticinesi, UDC e indipendenti di Faido.

Nel Bellinzonese e in Leventina è grande il cordoglio per la scomparsa di Mario Pesciallo, detto Mariolino, il 64enne morto venerdì 26 giugno in un incidente in moto sull’A2, all’altezza di Gnosca. Stava rientrando verso casa, in Leventina. A ricordarlo, sulle pagine di tio.ch, è il fratello Dante Pesciallo, ex Re Rabadan, che lo descrive come un uomo generoso e sempre sorridente: «Spirito libero, sempre col sorriso». Una definizione che spiega perché in tanti, oggi, lo piangano.
 

Mario Pesciallo aveva lavorato per anni in ambito comunale, prima a Chiggiogna e poi a Faido, e viveva a Molare, dove era conosciuto da tutti. Le feste popolari previste a Carì nel fine settimana sono state rinviate in segno di lutto.
 

A unirsi al cordoglio è anche la sezione Lega dei Ticinesi, UDC e indipendenti di Faido, che in un annuncio funebre lo saluta come “Mariolin Pesciallo”: «Ci hai lasciati troppo presto, ma il tuo sorriso e la tua amicizia rimarranno per sempre con noi». Nell’annuncio viene ricordato come «punto di riferimento e amico sincero», che ha dedicato «tempo, passione e cuore» alla comunità.



 

Padre di tre figli, amante dei cavalli, del canto e del carnevale, Pesciallo faceva parte del coro virile SCAM della Leventina. Era stato anche re del carnevale di Lavorgo e, come ricorda il fratello Dante, aveva il carnevale nel sangue.
 

Mario era anche un uomo originale. Aveva portato il tiro con l’ascia in Ticino, diventandone a suo modo un pioniere. Lo si vedeva spesso dare una mano agli anziani della regione: un tratto concreto di quella disponibilità che in molti oggi ricordano.
 

Di lui resta anche un gesto di grande altruismo: nel 1998 aveva donato il midollo osseo. Nella testimonianza ancora presente sul sito di Trasfusione CRS Svizzera, Pesciallo spiegava il senso di quel gesto: «Chi può donare deve farlo. Io non ho esitazioni». La famiglia, gli amici e le tante persone che lo hanno conosciuto porteranno con sé il ricordo di un uomo semplice, generoso e capace di lasciare un segno nella sua comunità.


Fonte: tio.ch / Patrick Mancini; annuncio funebre Lega dei Ticinesi, UDC e indipendenti di Faido

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