Svizzera, 09 maggio 2026

Rintraccia il suo telefono rubato in un centro asilanti, ma la polizia non può fare nulla

Una giovane stava festeggiando il Primo Maggio a Berna quando, intorno all'una di notte, si è accorta che il suo telefono era sparito. "All'inizio ho pensato di averlo perso", racconta. Questo finché non l'ha localizzato grazie all'app dedicata di Apple. I dati indicavano che l'iPhone si trovava presso il centro federale per richiedenti asilo di Chapelle, nel comune di Lyss. Domenica, prima di recarsi al centro, ha sporto denuncia alla polizia. Ma senza successo: "Il centro per richiedenti asilo non ha potuto aiutarmi perché non possono controllare tutti i residenti", spiega la 21enne al portale “20 minutes”. Per la giovane, il telefono ha più di un semplice valore materiale: "Ho perso anche le mie foto e i miei contatti". Il furto è "una vergogna", afferma.

"La posizione è troppo imprecisa per determinare con esattezza dove si trovi il telefono", ha spiegato Daniel Bach, portavoce della Segreteria di Stato per la Migrazione (SEM). “Dovremmo perquisire ogni stanza e ogni armadietto. Per farlo, dovremmo chiedere il permesso a ogni richiedente asilo. Senza il loro consenso, ci manca la base legale”. Solo la polizia può effettuare perquisizioni senza consenso, ha chiarito Bach. I reati commessi al di fuori dei centri rientrano nella giurisdizione delle forze di polizia cantonali. La polizia cantonale di Berna ha da parte sua confermato che domenica è stata presentata una denuncia per furto di cellulare e ha anche se dice di prendere sul serio ogni denuncia e di esaminare attentamente le circostanze di ogni caso ha sottolineato i limiti tecnici di questi metodi di localizzazione. In edifici di grandi dimensioni, sarebbe spesso impossibile determinare con precisione in quale stanza o piano si trovi un dispositivo.

Anche la proporzionalità entra in gioco quando si tratta di perquisire un grande edificio che ospita più di 100 persone per recuperare un telefono rubato. Nel caso della giovane bernese, questo aspetto è parte integrante dell'indagine. Sebbene la posizione sia certamente un indizio, non consente l'identificazione certa del ladro. Secondo la polizia, la situazione sarebbe diversa se ci fossero stati testimoni del furto o se fossero disponibili altri elementi.



Non è la prima volta che la vittima di un furto ha potuto localizzare il materiale rubato, senza che la polizia intervenga. Nell'aprile del 2024, un uomo di Basilea è riuscito a localizzare il suo telefono e il suo computer portatile, rubati dalla sua auto. Entrambi i dispositivi si trovavano in Alsazia (Francia). Anche allora polizia aveva allora spiegato che rintracciare i dispositivi rubati è spesso complicato, a causa dell'imprecisione della geolocalizzazione e dei vincoli legali.

Una settimana dopo il furto, i dispositivi dell'uomo di Basilea sono stati localizzati in Algeria e Marocco, ma i ladri non sono riusciti a sbloccare il suo telefono tramite il riconoscimento facciale. Nel settembre dello stesso anno, a Losanna, un uomo sulla cinquantina ha ritrovato l'edificio in cui aveva localizzato il suo monopattino elettrico rubato. Sebbene la polizia non era intervenuta per mancanza di prove, il ladro ha commesso un errore. Messo alle strette dal proprietario del monopattino, inizialmente ha opposto resistenza prima di restituirlo, seppur leggermente danneggiato.

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