Svizzera, 22 aprile 2026

L'invio delle fatture mediche ai feriti di Crans-Montana causa un nuovo caso diplomatico con l'Italia

La settimana scorsa l'ospedale di Sion ha inviato a tre famiglie italiane una copia della fattura relativa al ricovero di tre feriti in seguito alla tragedia di Crans-Montana, per importi di decine di migliaia di franchi. Importi che sono stati uno shock per le persone coinvolte. Il Canton Vallese tuttavia ha cercato di calmare gli animi e ha assicurato le fatture non sono a carico delle famiglie. Ma il danno è stato fatto: i media italiani hanno accusato la Svizzera di “burocrazia disumana” e il caso diplomatico è stato presto servito.

Queste fatture, riguardanti tre dei 115 feriti nell'incendio del bar “Le Constellation”, ammontano tra 17'000 e 66'800 franchi per prestazioni fornite dall'ente ospedaliero vallesano, per poche ore, il 1° gennaio. Le tre vittime sono state poi trasferite al centro italiano riservato alle ustioni gravi al Niguardia di Milano.

“L'assistenza prestata nell'ospedale vallesano non è responsabilità delle famiglie”, ha ricordato martedì il Servizio sanitario vallesano all'agenzia stampa Keystone-ATS, riprendendo precedenti informazioni dell' italiana ANSA. “Le famiglie sono state informate via mail, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, della procedura da seguire in caso di ricevimento di fatture mediche non pagabili da parte delle famiglie”.

Concretamente, le tre fatture sono state inviate all'istituzione paritetica LAMal, per determinare con le compagnie assicurative italiane (e/o la struttura italiana di collegamento internazionale), quale assicurazione copre quale servizio.

“Ma in ogni caso le famiglie non hanno spese mediche da pagare”, conferma il canton Vallese, per evitare ulteriori incomprensioni tra Italia e Svizzera nel contesto del dramma di capodanno. "Tutte le fatture legate alla tragedia di Crans-Montana sono state inviate agli assicuratori dei pazienti, per i residenti svizzeri, e all'istituto comune LAMal, per i pazienti europei, in conformità degli accordi bilaterali", conferma l'Ospedale vallesano (HVS), intervistato da Keystone-ATS. "Sono stati stabiliti al tasso previsto dagli accordi sulla struttura tariffaria." E l’HVS precisa “come tutte le fatture emesse per conto di compagnie di assicurazione in Svizzera, una copia è stata inviata per informazione ai pazienti, in conformità con le disposizioni della LAMal”.

Per spiegare ancora una volta la situazione, il presidente del governo vallesano, Mathias Reynard, ha parlato telefonicamente lunedì sera con l'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. I due uomini si sarebbero incontrati venerdì nel Vallese per fare il punto della situazione e chiarire alcuni malintesi, legati soprattutto all'invio dei suddetti documenti da parte dell'Ospedale vallesano.



Sui social network, il primo ministro italiano Giorgia Meloni ha affermato di aver chiesto al suo ambasciatore a Berna "di rimanere vigile su questo tema. Sarebbe disgustoso se questi costi dovessero essere sostenuti dalle famiglie o dall'Italia". Inoltre, la Confederazione ha incaricato lo Stato vallesano di distribuire l'aiuto di 50'000 franchi deciso dalle Camere federali. Questi importo sono destinati alle persone decedute o ricoverate in ospedale la notte di Capodanno a Crans-Montana. "I costi sono prefinanziati dal Cantone, poi rimborsati dalla Confederazione", ha precisato il governo vallesano intervistato da Keystone-ATS.

Questa strategia non deve nulla al caso, poiché il Canton Vallese ha già adottato lo stesso approccio con le vittime e le loro famiglie, per una somma di 10'000 franchi da esso stesso stanziata. "Le procedure di contatto per le vittime e i parenti sono iniziate questa settimana", conferma il canton Vallese. "Tutti gli aventi diritto saranno contattati per gli aspetti amministrativi, in particolare per ottenere il loro consenso al pagamento e per sapere a chi andrà questo importo. Una volta ricevute queste informazioni, potrà essere presa la decisione sulla concessione."

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