Ticino, 12 aprile 2026

Scuola media, Andrea Giudici: “Così si aggira il voto del 2018”

Giudici (UDC) attacca il DECS: “Riforma senza basi solide e costi fuori controllo”

Il Consiglio di Stato ha presentato il Messaggio per abolire i livelli A e B nella scuola media, con un costo stimato di 9,3 milioni di franchi annui. Una proposta che riapre un capitolo già chiuso nel 2018, quando il 56,7% dei ticinesi bocciò alle urne la riforma “La scuola che verrà”.
 

Per Andrea Giudici, deputato UDC in Gran Consiglio, la direzione è chiara: “Oggi il DECS sta facendo rientrare dalla finestra ciò che il popolo aveva respinto in modo chiaro”. La sperimentazione citata dal Dipartimento si è svolta in sei sedi (Chiasso, Massagno, Caslano, Bellinzona 2, Ambrì e Acquarossa) e ha coinvolto 369 allievi. Un campione che, secondo Giudici, “è esiguo e statisticamente non rappresentativo”.
 


 

Il DECS sostiene che non si sono osservati effetti negativi sul rendimento. Ma per il deputato si tratta di una base troppo fragile: “Nessun effetto negativo in due anni su 369 ragazzi non è una prova scientifica sufficiente per riformare un sistema consolidato da decenni”. Mancano inoltre dati sul percorso successivo degli allievi, tra liceo e apprendistato.
 

Sul tavolo resta anche il nodo finanziario. “Si stanno prendendo decisioni strutturali permanenti su basi provvisorie e parziali”, osserva Giudici, ricordando che serviranno anche docenti aggiuntivi per la codocenza. In un contesto di risparmi e nuovi oneri per cittadini e Comuni, la partita è tutt’altro che chiusa: “Se questa riforma dovesse venire approvata dal Gran Consiglio, si dovrà giocoforza chiamare nuovamente il popolo alle urne”.
 

Fonte: Intervento Andrea Giudici (UDC) su MDD

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