Le possibili proteste a Como fanno alzare l’attenzione anche in Ticino. Dopo gli appelli circolati sui social per sabato nella città italiana, Norman Gobbi assicura che la Polizia cantonale segue la situazione, comprese le mobilitazioni che possono nascere rapidamente online.
Il direttore del Dipartimento delle istituzioni difende il diritto di manifestare: «Però questo non deve mettere in pericolo la popolazione, le nostre città e le attività commerciali».
Gobbi non vede attualmente le condizioni per grandi disordini in Ticino. Le dimensioni contenute del Cantone possono contribuire a contenere il rischio. Resta però il precedente di assembramenti ai quali hanno partecipato anche persone arrivate da fuori Cantone: per questo la sorveglianza prosegue.
Quanto alle proteste in Francia e Italia, il consigliere di Stato pone il tema dell’integrazione e della coesione sociale. Sul fronte ticinese rivendica gli aiuti alle famiglie e la sicurezza. Il messaggio è chiaro: nessun allarmismo, ma la polizia deve poter intervenire tempestivamente se la situazione lo richiede.










