Il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri ha presentato un’interpellanza al Consiglio federale sulla tensione diplomatica tra Italia e Svizzera scoppiata dopo il rogo di Crans-Montana. Secondo il deputato ticinese, da parte di Roma sarebbe stata lanciata «una campagna d’odio mediatica e politica senza precedenti» contro il nostro Paese, mentre Berna avrebbe reagito in modo troppo remissivo.
Quadri osserva che questa offensiva politica e mediatica proveniente dall’Italia avrebbe irritato molti cittadini, soprattutto in Ticino. A suo dire, è inoltre difficile credere che le pressioni italiane non abbiano avuto un peso nella decisione del Consiglio federale di concedere un contributo straordinario alle vittime del rogo di Crans-Montana, poi approvato dal Parlamento federale.
Tra le misure giudicate più gravi dal consigliere nazionale figura il richiamo dell’ambasciatore italiano a Berna, deciso dal governo di Roma il 24 gennaio. Un gesto che Quadri definisce «simbolicamente grave», normalmente adottato in situazioni di forte crisi tra Stati e quindi inusuale tra Paesi considerati amici.
Nell’interpellanza il deputato chiede al Consiglio federale perché non abbia richiamato l’ambasciatore svizzero da Roma in risposta alla mossa italiana, come valuta il fatto che l’ambasciatore d’Italia non sia ancora rientrato a Berna e se intenda fissare a Roma un termine perentorio per il suo ritorno, con la possibilità di richiamare l’ambasciatore svizzero in caso contrario.






